L′ipoteca sul feudo Verbumcaudo? Lo Stato non l′ha cancellata
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I debiti mafiosi sono duri a morire. Lo dimostra lo storico feudo di "Verbumcaudo", dove venerdì si fermerà, prima della tappa finale, a Corleone, la carovana internazionale antimafie dopo un lungo percorso.
Il Comune di Polizzi Generosa - che pure dovrebbe esserne il beneficiario - non riesce ad entrarne in possesso. "Niente è peggio della malaburocrazia nella gestione dei beni confiscati, soprattutto quando essa coincide con gli interessi della mafia". Lo diceva già l'anno scorso un atto ispettivo del Senato della Repubblica.
Ma nel 2010 si pensava che la difficile storia di questo feudo di 150 ettari, incuneato tra la provincia di Palermo e quella di Caltanissetta, fosse vicina alla logica conclusione. A trent'anni dall'acquisto da parte di Michele Greco, detto "il papa", boss di grande calibro che era riuscito a metterci su le mani dopo un controverso processo di spoliazione dei beni del conte Salvatore Tagliavia, si pensava che Verbumcaudo, confiscato nel 1987 dall'allora giudice istruttore Giovanni Falcone, potesse essere la risposta dello Stato al territorio.
Ma il bene - il cui valore veniva stimato, all'atto del sequestro, in 2,5 miliardi di lire - il 21 dicembre del 2007, quando, alla fine di un lunghissimo e complesso iter, viene assegnato al Comune di Polizzi, che decide di affidarlo alla cooperativa Placido Rizzotto, dell'associazione Libera, è gravato da un'ipoteca di 363 mila euro a suo tempo sottoscritta dallo stesso Michele Greco con Sicilcassa.
Ne risulta un altro procedimento giudiziario in sede civile, dopo che quello in sede penale si era concluso in seguito ad un lunghissimo iter. Il magistrato dell'esecuzione del Tribunale di Termini Imerese blocca di fatto l'assegnazione alla cooperativa Placido Rizzotto, avviando un percorso che porta alla vendita del feudo tramite un'asta pubblica. Nel frattempo, decide di assegnarne la gestione, a titolo gratuito, ai proprietari dei terreni confinanti.
Gravato da quel passivo, che con gli interessi giunge a 2 milioni e mezzo circa, per il feudo comincia così un iter burocratico complicatissimo in cui sono coinvolti Comune, creditori (Banco di Sicilia e società a cui viene ceduto il credito), Tribunale, Prefettura, curatore giudiziario eccetera.
Vincenzo Liarda, il sindacalista della Cgil che da anni si impegna per l'assegnazione sociale e la destinazione produttiva del bene, ora denuncia: "Il Direttore dell'Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati, Prefetto Mario Morcone, prima di collocarsi in aspettativa per candidarsi alle elezioni amministrative di Napoli, con coraggio e determinazione aveva chiuso una transazione con Unicredit, erede di Sicilcassa, che ha accettato di ridurre il debito a 440 mila euro, senza più ipoteca.
Ma sa cosa c'è? La cancellazione dell'ipoteca, dal 3 marzo 2011, quando è stata annunciata, non è ancora avvenuta. Si doveva procedere alla trascrizione, ma non è stata ancora fatta".
Il bene, dunque, lungi dalle promesse, non è ancora libero da ipoteche. Non solo. Il 22 maggio dell'anno scorso, dopo le numerose minacce al sindacalista, che per otto mesi ha anche avuto due agenti a tutela, scorta recentemente revocata, i sindaci dei 22 comuni delle alte e basse Madonie, compresa la Provincia Regionale di Palermo, avevano siglato un protocollo d' intesa per la costituzione di un consorzio denominato "Consorzio Madonita per la legalità e lo sviluppo". Fra l'altro, condiviso e voluto anche dalla Prefettura di Palermo. Ma, ad oggi, l'adesione al consorzio è avvenuta solo da parte di tre comuni, Polizzi Generosa, Sclafani Bagni e San Mauro Castelverde.
E nulla si sa di quanto proposto in una cerimonia pubblica sui beni confiscati alle mafie in collaborazione con l'Università di Palermo, che aveva studiato e proposto un'ipotesi di sviluppo sul fondo Verbumcaudo, da Morcone: gestire il bene diventato nel frattempo un simbolo per lo Stato Italiano.
"La costituzione del consorzio - dice Liarda - è un altro importante tassello che manca".
E continua la sua battaglia, lavorando all'organizzazione della tappa Polizzana, alle ore 17 del 3 giugno, della sedicesima carovana internazionale antimafia promossa da Libera, Arci e Avviso pubblico, con la collaborazione di Cgil, Cisl e Uil e il contributo dell'Unione europea.
Fonte: blogsicilia.it