Controversa la nuova normativa in materia di fuochi, i dubbi della protezione civile

Gentilissima redazione, apprendo con stupore e meraviglia la nuova disposizione in materia di fuochi, vorrei porre "a chi di dovere" alcune domande:
Come si farà a dire al contadino di turno che non può più bruciare ma deve trattare i suoi "rifiuti" di campagna?
Si parla tanto di precariato e di stabilizzazione e quindi perché non far lavorare gli aventi diritto nella prevenzione e nella previsione invece di utilizzarli soltanto ed esclusivamente nella repressione del reato e nello spegnimento degli incendi?
Credo esistano leggi e regolamenti che impongano a tutti i proprietari di terreni la pulizia dei terreni contro incendi per una fascia di alcuni metri sul proprio perimetro e ciò per non arrecare danni ai vicini, bene, chi vigila? Chi controlla?
Abbiamo già il Corpo Forestale dello Stato e anche l'Ispettorato Regionale che già fanno salti mortali per le campagne antincendio e la tutela dell'ambiente e faunistica, come faranno queste povere anime a dover vigilare su qualsiasi piccola fumata?
Anche il volontariato con piccoli rimborsi spese fa la propria parte su avvistamenti e piccoli interventi di interfaccia collaborando fattivamente con le forze preposte. Ritengo personalmente questa legge sbagliata perché colpisce anche chi tiene e cura con amore i propri terreni con il sudore della fronte e non possiamo nemmeno dire che tutto è a discrezione di chi vigila perché ognuno fa il proprio dovere, quindi nessuno mai si prenderà la responsabilità di dire: TANTO NON SUCCEDE NIENTE!! Grazie del Vostro spazio,
Rosario Nastasi