Madonie, bruciare legna e sterpaglie adesso è un illecito penale

Secondo un decreto legislativo,il 205 del 2010, entrato in vigore lo scorso Febbraio,ha modificato alcuni articoli della legge 152/2006,quella riguardanti lo smaltimento dei rifiuti. In pratica secondo questa modifica si precisa che "paglia, sfalci e potature, nonché altro materiale agrìcolo o forestale naturale non pericolosi...",se non utilizzati in agricoltura, nella selvicoltura o per la produzione di energia mediante processi o metodi che non danneggiano l′ambiente, ne mettono in pericolo la salute umanar devono essere considerati rifiuti e come tali devono essere trattati. Pertanto la combustione sul campo dei residui vegetali(riguardante anche la bruciature delle stoppie,dopo la mietitura) configura il reato di illecito smaltimento di rifiuti, sanzionato penalmente dall′art. 256 del D.lgs 152/2006. Un esempio pratico:un agricoltore che provvede alla potatura del suo uliveto,o della propria vigna,e che solitamente procede ad accatastare e poi bruciare questi residui, da oggi in poi è una pratica vietata e quindi sanzionata penalmente. Alla luce di questa nuova modifica anche i Comuni dovranno adeguare i propri regolamenti e/o ordinanze sui fuochi controllati in agricoltura,che finora consentivano agli agricoltori in alcuni periodi ben precisi. Come tutte le leggi, aggiungiamo noi, queste vanno interpretate e nel caso specifico resta da chiarire il quantitativo , che andrà sanzionato o meno.Una norma che può essere letta su tre fronti: uno sulla prevenzione degli incendi,la seconda come emissioni nell'aria di agenti inquinanti ed infine mirato ad un corretto smaltimento dei rifiuti.