LA LETTERA DEI FEDELI CONTRO L'ARCIPRETE
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- Giuseppe Spallino
Nei giorni scorsi abbiamo informato i nostri lettori della protesta dei fedeli castelbuonesi contro l'arciprete don Santino Di Gangi, che ha soppresso l'accompagnamento dei funerali fino al cimitero. Una notizia talmente rilevante che è stata ripresa da altre testate come la Voceweb.com.
Adesso vi presentiamo in anteprima la lettera che la comunità castelbuonese ha scritto al vescovo mons. Vincenzo Manzella per esprimere «il proprio rammarico ed il proprio disagio». Un rammarico «pressoché unanime, e non l'espressione di sporadiche lamentele come testimoniano le tantissime spontanee adesioni pubblicamente raccolte».
In merito alle motivazioni addotte dall'arciprete, cioè la mancanza di tempo da dedicare alla propria parrocchia, la comunità scrive che non si sente di condividerle, anzi «ritiene che la benedizione della salma al cimitero sia uno dei momenti più significativi, più umani, più densi di carità da dedicare al passaggio terreno di ciascuno di noi». Inoltre la comunità «si rende conto che l'accompagnamento funebre non è uguale in tutte le collettività ma non ritiene affatto che la tradizione castelbuonese possa essere equiparata ad un semplice "servizio" né mero tradizionalismo e, pertanto, la considera ineliminabile».
La lettera si conclude invitando l'arciprete e gli altri due parroci che si sono sottoposti alla decisione «di ripensare il proprio provvedimento, ripristinando lo status precedente ed auspica che altre iniziative di Loro competenza, riguardanti l'intera collettività, possano in futuro essere meditate e condivise prima di essere intraprese».