Giusy Gargano: dalle Madonie alla Valtiberina, correndo verso la vita!

Madonielive fa da tramite al convegno nazionale della città di Anghiari in provincia di Arezzo Disabilità Ambiente e tempo libero, all′interno della IV^ edizione del premio Anghiari Parole suoni colori ….per camminare insieme, organizzato dal Comune di Anghiari, dalla comunità montana, dalla provincia di Arezzo, dalla regione Toscana e dall′Unione Europea col contributo delle Associazioni di volontariato del territorio e delle Istituzioni scolastiche Statali di Anghiari.
Un premio che ha ricevuto l′onorificenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che vede tra i suoi partner anche  l′Università di Siena e l′Università Bicocca di Milano.
VEDI FILMATO
Al convegno è stata invitata l′atleta paralimpica madonita Giusy Gargano, di Collesano, protagonista a Pechino 2008, come unica donna a rappresentare l′Italia nella categoria T44, ovvero le atlete che hanno subito un′amputazione a un arto, correndo per i 100 e 200 metri piani Il nostro servizio  funge da ponte mediatico che va dalle Madonie alla Valtiberina ovvero dalla Sicilia alla Toscana, superando le barriere architettoniche che la società ancora porta nel suo seno.  Il territorio madonita per la prima volta nella storia ha offerto un′atleta alla tredicesima edizione dei Giochi paralimpici estivi di Pechino iniziati il 6 settembre 2008, ovvero i giochi paralleli alle Olimpiadi che vedono la partecipazione di atleti con disabilità fisiche, visive o intellettive. La Gargano all′epoca fu nominata ambasciatrice siciliana dello sport nel mondo, si accesero i riflettori su di lei solo dopo la presa di coscienza della sua partecipazione paralimpica. Divenne occasione di riflessione sulle carenze di strutture sportive nel territorio madonita. L′assenza di un pista di atletica la costrinse a fare la spola tra Caltanissetta e Palermo, senza tuttavia arrendersi. Ciò risulta ancora essere un′occasione mancata per il territorio, per la politica e i politici che dopo tante passerelle e promesse hanno rimosso tutti gli impegni presi. La storia di Giusy è molto singolare e merita di essere conosciuta sia per la partecipazione alle Paralimpiadi sia per la sua esperienza personale di approdo allo sport agonistico. L′avventura inizia con le Paralimpiadi invernali di Torino, nel 2006, dove da spettatrice, riceve in dono il libro Paralimpici di Arrigoni e ne rimane coinvolta. Decide di contattare alcuni degli atleti protagonisti del libro e viene invitata alle loro gare a Roma e a Lignano Sabbiadoro. Così scopre che lo sport può aiutare anche lei a superare la sua diversità, a rendere nullo, a riscattare quello che era il suo disagio. All′età di due anni e mezzo, un brutto incidente le fa perdere la gamba destra.  Lo sport diventa per lei, a 37 , un′occasione per la vita, inaspettata, una conquista recente un sogno nuovo e una speranza per la Maestra, che attraverso l′atletica scopre che la vita le ha riservato un dono nuovo per compensarla di quello che le aveva tolto, ancora bambina. La Gargano ha portato per la prima volta nella storia delle Madonie il volto di una donna forte e vera alle Paralimpiadi.
Come arrivi a Pechino 2008?
Entrai a fare parte della nazionale italiana nel Gennaio 2007 e per i tempi che avevo fatto ero rientrata negli interessi del Comitato italiano paralimpico, disputando i cosìddetti minimi A sia nei 100 metri che nei 200 metri. A Ragusa, nel marzo del 2008, il mio tempo fu 14,30 nei 100 metri; a Berlino a giugno, nei 200 metri,  il tempo fu di 30,46. Lì mi confrontai con atlete disabili di tutto il  mondo e così potei rappresentare, nella mia categoria, l′Italia, come unica donna.
Cosa significa ancora oggi questo traguardo per te e per i diversabili?
Lo sport ha un valore altissimo, soprattutto per i disabili. Io mi sentivo diversa, ero, posso dire, triste, benchè forte, ero fragile dentro. Questa esperienza mi ha trasformata. La mia vita è stata difficile.  Benchè mi dicessero che fossi normale, mi vietavano certe cose, così io mi ponevo delle sfide per riuscire  a fare anche le cose a me negate. Oggi sono felice perchè gli altri mi hanno accettata per quella che sono. Lo sport mi ha offerto una nuova visione della vita: la determinazione, l′impegno, la volontà, il confronto  e devo dire che sono ancora incredula.  
Collesano come ha reagito?   
Io ho vissuto questa conquista in silenzio, non per egoismo, ma perchè è stata una esperienza che ho cercato e conquistato da sola. La mia vita prima di questa novità era vissuta al buio. Grazie a questa esperienza mi sono affacciata alla luce e ho trovato le vere ricchezze della vita che vanno al di là della mia disabilità o quella di altri che per esempio vivono in carrozzina o di altre storie di vite coraggiose che ho conosciuto.  Anche io sono stata coraggiosa, ho lottato in silenzio. Mi definisco come se fossi stata in ginocchio da sempre. L′atletica mi ha fatto rialzare, ho riassaporato la libertà.
Alla luce dei fatti che hanno attraversato la tua eccezionale storia  cosa vuoi dire alle persone del territorio e alle persone "diverse"?
Io allora ho espresso il desiderio di realizzare una pista nel nostro territorio, non importa dove, che sia Campofelice, Castelbuono, Petralia, ovunque. Io ho fatto 85 chilometri al giorno per raggiungere Caltanissetta e 75 per raggiungere Palermo per allenarmi.  Questa era una sfida che ho lanciato al mio paese e ai paesi limitrofi cioè alle varie istituzioni. Realizzare una pista poteva e può essere utile ad altri talenti che vivono nelle Madonie e ancora nessuno conosce.  Ma ad oggi né è stata realizzata né nessuno ne parla più. Alle persone diverse che vivono un disagio, dico di alzare la testa perchè la vita comunque è bella e in fondo il disagio lo vive chi ci guarda piuttosto che noi. Dipende dalla cultura, dal modo di concepire la vita. Non esistono cancelli invalicabili se hai qualcosa che va oltre. Avere un disagio può voler dire avere qualcosa in più in termini di sensibilità. Io lo vedo a scuola:  mi accorgo subito se c′è qualcuno che ha problemi, non mi sfugge nessuno.
Oggi com′è la tua vita?
Io posso dire davvero che grazie a questa esperienza sono rinata. Lo sport mi ha ridato la positività e la voglia di vivere che pareva mi avessero abbandonata  e sono grata alla vita per questo dono. Tra le mie nuove passioni c′è la bicicletta!
Mirella Mascellino