Il Convitto Nazionale di Palermo ha adottato Piazzetta Sett′angeli

Ieri, 15 maggio, il Convitto Nazionale di Palermo - con i suoi tre ordini di scuola - ed il Comitato per il Bene Collettivo (impegnato da anni nella riqualificazione della città) sono scesi in piazza Sett′angeli per adottarla.
I ragazzi, muniti di guanti e sacchetti, hanno rimosso i rifiuti dalle aiuole e poi hanno interrato le piantine.
La musica, i cartelloni, i colori dei fiori nella cornice dell′incantevole cattedrale, hanno cambiato il volto della piazzetta. Ma l′impegno della scuola e del comitato non si esaurisce con la festa di oggi, al contrario, prende il via con un′azione di monitoraggio e di sollecitazione nelle sedi dell′amministrazione comunale.
Quanti sono sensibili al problema della tutela della città hanno trovato conforto nell′entusiasmo degli studenti e nei messaggi dei cartelloni, come dice uno di essi intitolato "E L'AMIA DOV'E'?"

"Noi della IV A del Convitto Nazionale, con il Comitato per il Bene Collettivo, oggi esprimiamo il nostro dissenso in ordine allo stato di degrado della Piazzetta Sett'angeli a causa della latitanza di coloro che sono preposti alla cura dell'ambiente.

Palermo è sporca, maleodorante, così come la nostra piazzetta.
Il gatto della foto, ad esempio, è rimasto sotto gli occhi di tutti per 20 giorni, con conseguenti problemi igienico-sanitari ignorati dall'AMIA e dal Comune.

La disattenzione dei responsabili del settore è veramente preoccupante! Per questo, NOI CITTADINI scendiamo in piazza per riappropriarcene, sollecitando anche coloro che lasciano i rifiuti, maltrattano gli animali, devastano il territorio a cambiare i loro comportamenti, a diventare "ecologicamente corretti".

Salvaguardare il territorio vuol dire tutelare il proprio futuro, la propria casa, la Terra. Esortiamo, pertanto, i nostri rappresentanti ad operare nel senso del risanamento della città con impegno e serietà.

Palermo sta perdendo il suo fascino - nonostante la ricchezza di monumenti e capolavori d'arte - e non ha più il profumo che aveva ai tempi degli Arabi e dei Normanni, restituiamole lo splendore e l'eleganza che merita!"

O. Cammilleri