Consegnati gli esami sulla morte di Antonio Pepe

Antonio Pepe, il giovane ventiquattrenne morto nella sua casa di campagna il 23 novembre dello scorso anno è morto, secondo gli esiti dell'autopsia, a causa del monossido di carbonio.
A distanza di oltre cinque mesi dal decesso del giovane Antonio, sono state consegnate alla famiglia le analisi degli esami autoptici disposti allora dal pm, dottoressa Antonia Pavan. Come si ricorderà Antonio Pepe la sera del 23 novembre, decise come altre volte, di stare da solo nella casetta di campagna, alla periferia del paese. L'indomani all'ora di pranzo circa, il papà Giovanni, col quale gestiva una rosticceria, non vedendolo rientrare in paese, andò a cercarlo in campagna. Lì trovò il figlio Antonio ancora a letto, già morto. I carabinieri giunti sul posto subito dopo, iniziarono ad indagare sulle possibili cause del decesso, non escludendo quello causato dalla stufa gas che si trovava nella stanza in cui dormiva Antonio Pepe. Il suo corpo fu poi portato a Palermo, presso l'istituto di medicina legale del Policlinico, dove è stata eseguita l'autopsia. Sono stati effettuati esami tossicologici sia a Palermo che a Milano e l'esito è stato lo stesso. Oggi finalmente dopo oltre cinque mesi, l'esito è stato consegnato alla famiglia.
Dunque, contrariamente alle tante inutili ipotesi circolate sulle possibile cause del decesso, ecco il responso finale che sgombra il campo di altre cause, anche se il dolore della famiglia resta ancora immutato, ieri come oggi.