Perché Cefalù deve farsi fregare da chi non è cefaludese?
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- Patrizia Curreri
Continuiamo la chiacchierata con il nostro primo candidato anonimo per poter dare un certo valore alle sue parole, per scrutarne lacune e approfondimenti in attesa del suo nome e cognome e della corsa, che a breve prenderà avvio alla poltrona di primo cittadino.
Non pensa che il mancato interessamento alle sue lettere da parte dei "temuti" politici , sia dovuto al fatto che non danno la dovuta credibilità alla sua candidatura perché non compare ancora il nome e cognome del candidato?
No. I politici in questo momento sono preoccupati per la mia discesa in campo proprio perché non conoscono il mio nome e non possono attivare i loro canali politici per fermarmi. Da anni a Cefalù la politica è stata bloccata da alcuni politici che tengono in mano tutto. Lo sa perché a Cefalù non esiste da tempo maggioranza e minoranza politica? Perché è stato fatto l'accordo del quieto vivere. Lo sa da quanti anni è al governo il centro destra? Da venti anni. E lo sa perché? Perché al centro sinistra piace stare all'opposizione perché non si sporca le mani e detta legge più di quanto non fa chi amministra.
Le faccio alcune anticipazioni sulle prossime candidature. E' bene dire ai cefaludesi che alla poltrona di sindaco ambiscono politici che non hanno mai messo piede nella nostra città se non per qualche passeggiata. Al momento ci sono due politici non cefaludesi che sono pronti a scendere in campo. Perché Cefalù deve farsi fregare da chi non è cefaludese?
In quest′ultima lettera parla del ruolo dei consiglieri e della loro discussa elezione, lei non ha mai pensato di candidarsi come consigliere ancor prima della candidatura a sindaco? Perché?
Questa è la prima volta che mi candido. Non ho mai fatto politica attiva. Credo sia arrivato il momento di rompere ogni indugio e di scendere in campo per il bene della nostra città. A Cefalù ho un ruolo importante e sono molto conosciuto. Chi vuole far credere che sono uno sprovveduto non sta facendo bene i conti con la mia persona.
Nelle ultime settimane il Comune di Cefalù sta passando un ulteriore momento di crisi, in quanto non si riesce a prendere una decisione in merito all'ordinanza del doppio senso di circolazione in via Vazzana e il traffico presente in via Bordonaro. I consiglieri non sono completamente presi in considerazione. Come si comporterebbe lei in qualità di primo cittadino nei confronti della comunità disagiata e dei consiglieri?
La crisi di questi giorni è destinata ad estendersi sempre di più nella nostra città perché sindaco, amministrazione e consiglieri non sanno dare risposte ai problemi di Cefalù. In quanto a quello che lei dice sui consiglieri non condivido l'idea che non sono presi in considerazione. Forse è meglio dire che non sanno svolgere il loro ruolo. In questo momento tutti i consiglieri sanno solo denunciare. Non c'è nessuno disposto a presentare progetti di cambiamento ai cefaludesi. Se poi devo anche dirle come mi sarei comportato in questa situazione da sindaco le rispondo che non avrei mai portato il doppio senso in via Vazzana.
Non le sembra azzardato porre degli ultimatum per quanto riguarda l'organizzazione del Municipio, che per probabili problemi burocratici, che si potrebbero presentare, non potrà mantenere?
Il Municipio va cambiato e va fatto ponendo delle scadenze. Non si può continuare a mortificare i nostri dipendenti comunali così come fa da anni la politica della nostra città. A Cefalù succede che se un dipendente sbaglia lo si criminalizza ma se uno fa bene nessuno dice niente. Questo è sbagliato. Il dipendente che sbaglia deve pagare ma quello che sa fare bene il suo lavoro deve essere valorizzato sempre di più.
Se i dipendenti comunali non sono d'accordo con il suo piano di riorganizzazione, cosa pensa di fare in alternativa?
Non può esistere che dei dipendenti siano in disaccordo con quanto vuole realizzare un sindaco eletto dalla città. Anzitutto le dico che il mio piano di riordino del Municipio sarà condiviso all'unanimità dai dipendenti per un semplice fatto. I nostri dipendenti comunali sono stanchi di non fare niente e di perdere il loro tempo in tutte le burocrazie che non servono alla nostra città. I nostri dipendenti aspettano un sindaco che li rispetti e li valorizzi non per la loro appartenenza politica ma per quello che sanno fare, per la loro preparazione.