INGROIA, RISCHIO AUTOINNESCO PER ESPLOSIVO CASA CIANCIMINO
- Provincia,
- Attualità,
- Redazione
Quei tredici candelotti, i ventuno detonatori e i metri di miccia trovati nel giardino della casa palermitana di Massimo Ciancimino, erano sufficienti a far esplodere l′intero immobile di via Torrearsa. "Se l′esplosivo fosse stato innescato, sarebbe potuto saltare in aria l′intero palazzo", conferma il procuratore aggiunto Antonio Ingroia, che ieri aveva appreso della presenza della dinamite dallo stesso figlio di don Vito nel corso dell′interrogatorio nel carcere di Parma.
"Non era innescato - aggiunge davanti alle telecamere di Rai Sicilia - e dobbiamo attendere la relazione tecnica, ma sembra vi fosse il pericolo di un auto-innesco accidentale". La procura di Palermo sta valutando la posizione di Ciancimino jr anche per l′esplosivo trovato in casa, oltre che per il reato di calunnia aggravata ai danni di Gianni De Gennaro. I magistrati, infatti, non considerano convincenti le spiegazioni del superteste che ha raccontato di avere ricevuto per posta una settimana fa l′esplosivo, bagnandolo e poi nascondendolo, senza denunciare il fatto per non suscitare allarme.
PROCURE CONTRO SU CIANCIMINO
Il gip del tribunale di Parma, Alessandro Conti, non ha ancora deciso sulla convalida dell′arresto di Massimo Ciancimino, il figlio dell′ex sindaco di Palermo. Il giudice potrebbe depositare pero′ gia′ nel pomeriggio il provvedimento, anche se, avendo 48 ore di tempo per adottarlo, non e′ escluso che si prenda del tempo e lo depositi solo domani. L′interrogatorio di garanzia di Ciancimino, che era stato fermato dalla squadra mobile di Parma giovedi′, mentre con la famiglia e con la scorta, si stava recando in Costa Azzurra, e′ comunque terminato: ora spetta al giudice decidere se l′uomo gia′ superteste nei processi di mafia, debba o meno rimanere nel carcere di Via Burla, dove peraltro e′ stato trasferito di recente anche il boss Bernardo Provenzano. (AGI)