Rito seicentesco per l'ultima cena
- San Mauro Castelverde,
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Per il giovedì santo a San Mauro si svolge l'ultima cena con un rito seicentesco. Alla funzione celebrata da Don Giuseppe Amata, presso la matrice di San Giorgio, partecipano dodici confrati del S.S. Sacramento, tutti professati, e l'Associazione Culturale e Musicale l'Eremo.
Sulla tavola imbandita nell'abside della chiesa di San Giorgio sono presenti: il pane, la lattuga, il finocchio, l'agnello pasquale (fatto di biscotto) e i "minnulicchi". Questi cibi hanno ciascuno una simbologia ed un significato particolare, che nell'insieme rappresentano la morte e la resurrezione di Cristo e il risveglio della natura. Infatti questo rito pasquale a San Mauro è strettamente legata alla terra, si celebra in concomitanza del grande risveglio primaverile caratterizzato da un flusso vitale nuovo.
La cerimonia si divide in due parti: la prima con la lavanda dei piedi e l'unzione; per quest'ultima si prepara un decotto ottenuto attraverso un miscuglio di erba bianca, vino, rosmarino, alloro, origano e scorze d'arancia; mentre la seconda parte della cerimonia prevede la spartizione a ciascun apostolo delle portate esposte sul cenacolo. Nei giorni successivi ciascun apostolo dividerà parte dei cibi benedetti ad amici, parenti e vicini di casa.