Il coraggio di essere transessuale

Stella è una persona transessuale. Ha 24 anni  e vive da sempre imprigionata in un corpo da uomo che non ha mai sentito suo. Ha avuto un′infanzia difficile, ma ha imparato a sorriderne, parlandone. GUARDA IL VIDEO
Da qualche tempo ha cominciato il suo trattamento ormonale per diventare una donna, ovvero quello che lei sente di essere da sempre. Attualmente Stella è l′unica transessuale dichiarata nella zona delle alte Madonie e va in giro vestita da donna. Dice che ci sono altre transessuali, ma si nascondono.
Quando hai avuto la consapevolezza di essere una transessuale?
A nove anni già avevo questa consapevolezza. Ero innamorata di Ambra Angiolini. Volevo essere come lei. Ballavo. A scuola andavo vestita da femminuccia. Rubavo i vestiti e le scarpe a mia sorella. Tutti mi prendevano in giro, ma io me ne fregavo.  
A scuola come era il rapporto con la maestra e i compagni?
Mi prendevano in giro. Mi dicevano che ero adottata. Io andavo a scuola truccata. Le maestre erano cattive. Mi dicevano che non era carnevale! Mi hanno pure dato legnate. Anche io ero ribelle. Le maestre erano troppo ignoranti per capire la mia situazione. Mi sono fermata alla scuola media.
Nella comunità dove vivi sei accettata?
Qualche battutina mi capita di sentirla. Ma tutto sommato ora c′è rispetto. Ho buoni rapporti con tutti.
Cosa hai fatto per cercare di trasformare il tuo corpo e la tua vita?
Ho passato anni bruttissimi, di buio profondo. Nessuno mi dava solidarietà o si accorgeva di me. Così un giorno, in preda alla disperazione, ho tentato il suicidio. Era il 2008. Mi hanno portata da Petralia a Cefalù. Avevo preso delle pillole. Coi miei genitori avevo avuto un conflitto molto forte. Mia madre, all′epoca, non mi accettava. Il mio padre vero l′ho perso, ma era un uomo cattivo. Oggi mi sono rivolta ad un avvocato. Lui stesso mi ha orientata verso le strutture che possono aiutarmi a trasformare il mio corpo avviando le pratiche per la mia nuova  e vera identità, quella femminile. Vado al Policlinico di Palermo, da novembre,  e tra sei mesi posso già operarmi. Andrò a Torino. Il mio sogno è che ci fosse quel giorno una telecamera che riprendesse quel momento a conferma della mia riuscita, per dimostrare a tutti il percorso che bisogna fare per trovare l′equilibrio che, in fondo, serve nella vita di tutti.
Cosa vorresti che si facesse per i transessuali?
Per diventare donna ci sono tante cure da fare che richiedono tanti soldi. Chi, come me, vive grazie all′aiuto della famiglia, dovrebbe essere aiutata dallo Stato. Le istituzioni dovrebbero pensare anche a questo tipo di aiuto da dare alle persone che non possono permettersi i trattamenti estetici. Io devo ringraziare mia madre che viene incontro ai miei bisogni. È lei che mi ha pagato anche l′avvocato.
Che lavoro fai?
Non ho un lavoro. Quando ci sono state le elezioni mi hanno presa in giro. Mi dicevano che mi avrebbero aiutata a diventare donna se gli davo il voto. Ma dopo non ho avuto nessun aiuto. Un tipo mi ha pure chiuso la porta in faccia quando sono andata a cercarlo.
Hai amiche?
Ho avuto brutte esperienze. Ora comunque sono tranquilla, mi sento forte.
Quali sono i tuoi sogni da realizzare?
Il mio sogno è diventare donna. Significherà rinascere. Spero tra sei mesi di riuscirci. Io sono anche diabetica e perciò la mia situazione è ancora più delicata. Io vorrei che aiutassero chi non ha soldi, come me, per poter fare il trattamento estetico gratuitamente.
Mirella Mascellino