La Storia di G. un omosessuale madonita

G. è un uomo di 48 anni e fa l′insegnante. È nato e cresciuto in un paese delle alte Madonie Oggi vive nelle Madonie del mare, anche per ragioni legate al lavoro. Ciò gli ha consentito di conoscere l′ambiente gay delle "montagne", per lui molto chiuso, bigotto, impenetrabile e quello del "mare" (Cefalù-Termini) un po′ più aperto e più disinibito, con una forte presenza "lesbica".
Quando hai avuto la consapevolezza di essere omosessuale?
All'età di dieci, o dodici anni, ho capito che non ero come gli altri ragazzi. Non mi piaceva giocare a calcio e tanto meno con le pistole, mi piacevano le bambole, la compagnia delle bambine, i vestiti delle donne, i gioielli e tutto quello che luccicava. I miei familiari si limitavano a qualche rimprovero ma non mi hanno mai impedito nulla, così a 18 anni ho preso coscienza veramente della mia situazione e non sapevo a chi chiedere aiuto. La mia famiglia mi adorava ed io non volevo deluderli, avevo pochissimi amici,  in ambiente cattolico, su posizioni intransigenti sull'argomento.
Cosa vuol dire essere omosessuale nelle Madonie?
Dal mio punto di vista le Madonie non offrivano e non offrono niente per noi, se non pregiudizio, incultura!
 M i racconti la tua storia?
Sono seguiti anni di solitudine, di vergogna, di sofferenza nei quali ho pensato pure al suicidio! Non a caso, metà dei suicidi irrisolti di giovani risultano  collegati  al problema dell'omosessualità. Poi finalmente ho visto la luce in una trasmissione del Maurizio Costanzo Show, in cui si parlava di omosessualità. Davano dei numeri di telefono di alcune associazioni d′aiuto tra cui l'Arci Gay e grazie a loro sono riuscito a rinascere. Ho frequentato per due anni l'Arci Gay di Palermo, incontrando altri ragazzi gay e ragazze lesbiche e riuscendo alla fine a stare meglio e fare outing in famiglia. Non è stato facile per niente, ma il problema non è l′outing, il dichiararlo a tutti i costi, il problema è accettarsi. Adesso purtroppo l'Arci Gay di Palermo è chiusa. Bisognerebbe riaprirla o creare un centro di accoglienza anche sulle Madonie per dare aiuto psicologico, accoglienza, consigli anche per via telefonica alle persone omosessuali.
Conosci persone per le quali è difficile fare outing?<br>Conosco molti omosessuali nelle Madonie non dichiarati, molti dei quali sposati. A volte le convenzioni sociali, la paura di essere giudicati, costringono a fare delle scelte sbagliate. Alle persone che si scoprono omosessuali e che pensano di risolvere il problema sposandosi, vorrei dire che chi non segue la propria natura è perduto. È triste essere da soli, ma è ancora più triste essere da soli in due!  Agli omosessuali che ancora si nascondono, vorrei dire che bisogna avere coraggio ed anche se non è facile bisogna sfidare la famiglia, l'ambiente, il pregiudizio, l'ignoranza per affermare il proprio diritto ad essere felici! Io l'ho fatto e adesso  sto bene e sono sereno.
Cosa ti aspetti per il futuro?  
Di vivere la mia vita con dignità e magari di trovare l'amore.
Cosa vuoi che le istituzioni facessero per l'omosessualità e contro l'omofobia?
Direi subito: che iniziassero ad avere maggior rispetto per le persone omosessuali a cominciare dal presidente del consiglio che afferma " meglio puttaniere che gay" o all'onorevole Mussolini che afferma "meglio fascista che frocio" Insomma meglio essere tutto che omosessuale, così danno l'esempio peggiore d'intolleranza ed ignoranza nella quale nasce e si sviluppa l'omofobia. Il "nuovo" Fini adesso é diventato liberale e democratico, ma fino a qualche anno fa sosteneva che i gay non potevano insegnare nelle scuole pubbliche. Per non parlare delle espressioni volgari di alcuni esponenti della destra che ci chiamano culattoni, froci-froci. I nazisti gridavano Jude-Jude, ogni epoca ha i suoi bersagli! E che dire della Chiesa che per anni ci ha criminalizzati anche se buona parte di sacerdoti è gay e ne conosco tanti! L′omofobia ha origini antiche: roghi e forche hanno funzionato per centinaia di anni contro i sodomiti, fino all'olocausto, con  finale nei campi di sterminio nazisti, dove gli omosessuali venivano internati con il marchio del "triangolo rosa". Oggi basterebbe, per iniziare, una legge contro la discriminazione per motivi di orientamento sessuale. Insomma non si sceglie di essere omosessuali, ma si nasce così. L'orientamento sessuale costituisce un′identità ascritta ed è indifferente, per certi aspetti, stabilire la causa, sia essa biologica o psicologica, così come per qualunque carattere dell'identità dell'individuo. Abbiamo dovuto aspettare il 1° gennaio 1993 perché l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) cancellasse l'omosessualità dal suo elenco delle malattie mentali e affermasse che l'omosessualità "é una variante naturale del comportamento umano"  nulla di più!

Mirella Mascellino