Imprese in esame, nessuna sembra garantire la tutela di tutti i lavoratori

Tante nubi ancora sul futuro di Termini Imerese. Man mano che i sindacati esaminano i vari progetti delle aziende interessate alla riconversione industriale del sito Fiat che il Lingotto lascerà il 31 dicembre prossimo ed entrate nella short list predisposta dal ministero dello Sviluppo economico, crescono le perplessità sulla possibilità di dare risposte occupazionali adeguate ai circa 2200 lavoratori dello stabilimento e dell′indotto.

"Tranne quella di Rossignolo su cui non c′è alcuna certezza, le proposte esaminate guardano da un′altra parte, possono essere aggiuntive, non risolutive. Al momento non abbiamo nessuna certezza che le aziende che potranno beneficiare dell′accordo di programma assorbano i 2.200 occupati siciliani", commenta Roberto Mastrosimone della Fiom Cgil, secondo cui "i tempi sono stretti e la Fiat non può lasciare il sito in assenza di una soluzione alternativa completa".

"Siamo soddisfatti di avere risvegliato l′interesse per l′economia siciliana e, in questo caso, dell′area di Termini Imerese. Ci sono solide e qualificate realtà industriali che stanno ribadendo il loro interesse ad impiantare stabilimenti nella zona e questo e′ un segnale molto positivo. Ci preoccupa invece, il fatto che non sono soddisfatti i grandi numeri occupazionali. Non e′ semplice sostituire una presenza come quella di Fiat e condividiamo l′esigenza, manifestata dalle organizzazioni sindacali, che il governo riesca a tutelare il settore dell′automotive, il cui indotto e le professionalita′ sono gia′ presenti nell′area industriale siciliana". Questo il commento del Presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo sulla riunione di oggi per l′area industriale di Termini Imerese, che si e′ svolta al Ministero dello Sviluppo Economico, e alla quale ha partecipato Salvatore Cianciolo, responsabile della Task Force per il lavoro. (adnkronos)