NUOVO COORDINATORE PER LA SICILIA OCCIDENTALE DEI GIOVANI AMMINISTRATORI PDL: E' IL CAPO GRUPPO ALLA PROVINCIA DI PALERMO

Vincenzo Di Trapani 31 anni, bancario, capogruppo del PDL alla Provincia di Palermo già dirigente nazionale degli Universitari di An, è il coordinatore dei giovani amministratori della Sicilia occidentale, che si identificano in "Generazione 30", o meglio in "G 30". Lo hanno nominato i co-coordinatori regionali, Giuseppe Castiglione e Domenico Nania.

"Siamo la generazione nata tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80. La generazione del pieno benessere, dei cartoni animati giapponesi e della crescita zero. Siamo la generazione che è cresciuta con la televisione a colori e ha guardato gli anni di piombo come una fiction in bianco e nero. Siamo la generazione che ha visto la caduta del muro di Berlino - dichiara Di Trapani -, la prima guerra del Golfo, le stragi di Capaci, di via D'Amelio e il fango di Tangentopoli dai banchi di scuola. Siamo la prima generazione che le grandi ideologie politiche le ha studiate e non vissute. Siamo la generazione dell'eterna transizione italiana. Ciascuno di noi ha 80.000 euro di debito pubblico e 250.000 euro di debito pensionistico sulle spalle, ma nonostante questo continuiamo a sperare nel futuro. Nonostante questo, continuiamo a credere nell'Italia, anche se questa spende per chi ha più di 65 anni più di tre volte di quanto spenda per noi. Nonostante le basse retribuzioni e le enormi difficoltà nel crearci una nostra autonomia, continuiamo a credere nell'Italia. Anche se contiamo ancora troppo poco nella politica, nell'economia e nella società, continuiamo a credere nell'Italia. Certo, abbiamo avuto tutto dai nostri genitori, e di questo siamo loro grati; siamo stati i primi bambini a potere giocare con il Commodore 64, abbiamo avuto più possibilità di studiare e ci hanno sempre dato la paghetta, ma a 30 anni questo non può bastare. È vero, i nostri nonni e genitori hanno faticato per i ottenere i diritti di cui tutti noi oggi possiamo usufruire. Se lo sono guadagnati. La libertà che noi abbiamo, la dobbiamo soprattutto a loro. Siamo la generazione che si è sempre sentita ripetere: "Sei nato nella bambagia." Oggi tocca a noi metterci in gioco per meritare il nostro futuro. Tocca soprattutto a noi non aspettare di essere, prima o poi, chiamati a recitare il ruolo del giovane che tanto non conta niente, ma che fa moda. Tutto ciò significa impegnarsi in prima persona perché il merito sia il criterio base per la scelta dei talenti".

"Il Pdl crede molto dei giovani, nella loro passione e nelle loro qualità e non a caso - hanno sottolineato i coordinatori Giuseppe Castiglione e Domenico Nania - la discriminante del progetto politico di "G 30" è la meritocrazia. Il Popolo delle Libertà può essere una straordinaria occasione per dare voce alle nostre nuove energie. Vogliamo credere che il futuro dell'Italia possa essere anche nelle loro mani, nelle capacità di giovani professionisti impegnati in politica con spirito di servizio".