Piano particolareggiato, Maxi consulenza. E i risultati???
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Con l'impegno dell'Assessore regionale ai beni culturali, Sebastiano Messineo, ad avviare un tavolo tecnico ad hoc, prosegue, nel centro madonita, la travagliata vicenda del "Piano particolareggiato del comparto A.3.2".
Su iniziativa del consigliere Roberto Spallina e del circolo cittadino del Pd, si è svolta una conferenza a cui hanno preso parte anche l'On. Davide Faraone e la Prof. Teresa Cannarozzo, cui nel 1996 l'amministrazione Miserendino affidò la consulenza. Un studio costato al comune poco meno di 260 milioni delle vecchie lire rimasto quasi interamente sulla carta dato che dei quindici interventi previsti ben dieci non vedranno mai la luce.
Nel 2005, il piano, che interessa la zona che si sviluppa lungo via Grande Sant'Antonino, giunge al vaglio della Soprintendenza. Tredici edifici fatiscenti, ricevuto il via libera, avrebbero dovuto lasciar spazio ad altre opere e servizi. Era anche prevista la realizzazione di due scale mobili sulla sede viaria preesistente. Dopo il si della soprintendenza il piano ricevette il via libera anche dall'Assessorato territorio e ambiente; a questo punto, siamo nel 2008, il Comune suddivide i quindici interventi da realizzare nell'arco di un quinquennio.
I primi due interventi avrebbero dovuto riguardare la casa Randazzo, nei pressi dell'ex carcere, e casa Lidestri che sarebbe dovuta diventare un parcheggio. Gli uffici predispongono i due progetti esecutivi, ma arriva lo stop della Soprintendenza; Parere negativo su entrambi, bocciati. I nuovi dirigenti sconfessano il parere dato dai precedenti nel 2005, ritenendo l'originale parere viziato in quanto alcuni dei tredici edifici individuati non sono ritenuti fatiscenti. Cominciano così le trattative e i tavoli tecnici, anni di mediazione, durante i quali i tecnici della regione non hanno mai ufficializzato il loro parere negativo.
Siamo al 2010 nuovi dirigenti regionali e nuovo linea; Si da il via libera per casa Randazzo e altri due interventi di cui uno su fabbricato già demolito. Anche i nuovi tecnici confermano il no agli altri interventi ritenendo non fatiscenti i restanti immobili che come tali, invece, erano stati dichiarati sia dallo studio della Prof.ssa Cannarozzo sia dal parere della Soprintendenza del 2005.
Ad oggi dunque, su quindici interventi previsti dallo studio, due che insistono su casa Randazzo, sono pronti per essere finanziati, un giardino e un ascensore di collegamento con piazzetta Belvedere, due andranno in progettazione quest'anno, due ascensori saranno progettati il prossimo anno. I restanti interventi fanno in soffitta assieme alla più gran parte di uno studio che i contribuenti hanno pagato, fino all'ultima lira.