IV Sagra delle verdure tradizionali ed antiche delle Madonie
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Il territorio isnellese e madonita è ricco di piante erbacee spontanee molte delle quali, assieme ai funghi ed ai frutti di bosco, fino ad un passato non troppo lontano, rappresentavano una fondamentale risorsa alimentare per le popolazioni locali (contadini, boscaioli, pastori, ecc.). Infatti, era prassi quasi quotidiana andare per i campi, le timpe, i coltivi ed i boschi in cerca di verdure selvatiche.
Tale risorsa alimentare, principalmente, traeva origini da uno stato di necessità, data la cronica indigenza in cui versava la popolazione rurale e talora quella cittadina. Pure i cacciatori avevano l′abitudine di raccogliere piante selvatiche che trovavano nel loro girovagare.


Da questa abitudine alimentare, attraverso i secoli, è giunto fino a noi un imponente patrimonio culturale, tramandato di generazione in generazione.


Esso consiste di vari elementi:

1) i nomi dialettali con cui sono indicate le singole verdure;

2) gli usi gastronomici mediante cui queste vengono (o venivano) consumate;

3) le credenze che ruotano attorno a qualcuna di esse.
Un brano di saggezza popolare dice: "pi San Giuseppi cardùna manciaiu, amari o duci, comu i truvaiu", per ricordare come nel contesto di un agro sistema stabile, il nostro, privo di veleni e prodotti fitosanitari che avvelenano l'ambiente, si inseriscono le erbe locali. La nostra gente andando per le campagne diceva: "se la vicchiaglia vo téniri luntana fatti amicu di cicoria e bardana", erba in via di estinzione, buona perché oltre che diuretica serve anche per le cure di bellezza. "U crisciuni, crudu màncini uno ma cottu un fangottu" per significare la sua bontà ed il gusto raffinato, ma da utilizzare con parsimonia. Le erbe selvatiche commestibili sono quindi una risorsa importante per un'alimentazione sana per vari motivi. Sono un concentrato di vitamine, di minerali, molto più di ciò che si compra negli scaffali del supermercato e molto più anche di ciò che si coltiva nell'orto. Non sono frutto di selezione umana ma solo della selezione naturale e nascono spontaneamente dove le condizioni sono ottimali per la loro crescita senza forzature artificiali da parte dell'uomo il che le rende estremamente vitali. E poi sono gratis!!!
Il 9 aprile prossimo, l'associazione Pro Loco di Isnello (PA) organizzerà la 4° Sagra delle verdure tradizionali ed antiche delle Madonie. La manifestazione, nel suo incedere, inizierà lunedì 4 aprile, e si protrarrà fino a giovedì 7 aprile per la sola raccolta delle verdure selvatiche commestibili. I numerosi volontari dell'associazione, oltre i cittadini che si aggregheranno spontaneamente, si recheranno nelle campagne del territorio isnellese-madonita per raccogliere varie specie di erbe spontanee commestibili, fortemente tipiche, che crescono in questo periodo di inizio di primavera.
Il tema, negli anni, ha suscitato curiosità ed interesse nei soci, i quali rendendosi disponibili per la raccolta e la pulizia delle verdure, arricchiscono così le proprie informazioni sul tema delle verdure spontanee e allo stesso tempo operano per quelle attività che nel Parco delle Madonie coniugano "cibo, salute e ambiente".
Oltre che un salutare passatempo, questa attività si trasforma in un'occasione per procurarsi erbe saporite, con cui preparare i gustosi piatti della tradizione rurale siciliana. Le erbe spontanee utilizzate in alimentazione sono un patrimonio ereditato dalle generazioni che ci hanno preceduto, da cui traspare una cultura contadina povera materialmente, ma ricca di quel contatto con il mondo naturale ormai sconosciuto ai più.
Si percorreranno prati, sentieri, scarpate lontane da strade ad intenso traffico, esenti da inquinamenti di qualsiasi genere dove l'occhio acuto delle donne e degli uomini d'Isnello scrutano e distinguono, nella miriade di erbe presenti, quelle che tradizionalmente si riconoscono e che hanno costituito e costituiscono alimento che, da sempre, l′uomo raccoglie e che la natura offre gratuitamente nei vari momenti dell′anno.
Si raccoglieranno le piantine più tenere, più floride e più pulite. Soprattutto quelle sicure, le poche varietà ben riconoscibili e abbastanza diffuse. Ed ecco riempirsi il paniere, la cesta o il grembiule con "carduna", "cicorie", "garufi", "vurrani", "asparagi di rizza" e "scupalini", "cavulazzi", "salichi", "purretti", "aprocchi di picurara", "cardeddi", "casesi", "scoddi", "napordi", "finocchi", ecc…
Tutte le erbe raccolte verranno, ancora una volta, attentamente esaminate ed accuratamente selezionate da esperti per realizzare una mostra, il 9 aprile, al fine di farle riconoscere ai visitatori. Le verdure verranno quindi lavate meticolosamente per essere cucinate, talune dai ristoratori locali, quali, il rifugio Lo Scoiattolo e l'Ostello della Gioventù di Piano Battaglia, La Baita del Faggio di Mandria del Conte, Il Park Hotel di Piano Torre, il ristorante Mogavero di Gibilmanna, Lo Smeraldo e La Brace di Isnello, ed altre, dall'equipe formata da professori e studenti della scuola di cucina dell'IPSSEOA di Cefalù. Queste realtà del turismo gastronomico del territorio madonita realizzeranno dei piatti tradizionali e rivisitati, a base di verdure spontanee, che potrebbero diventare proposte gastronomiche intese a richiamare i numerosi turisti che visitano il Parco Delle Madonie.
La mattina del 9 aprile, alle ore 10,00 gli studenti delle scuole pubbliche di Isnello, accompagnati dai loro Professori, visiteranno la mostra delle verdure selvatiche commestibili e riceveranno utili informazioni dal Sig Lusignolo Vincenzo, cultore di tradizioni popolari e tradizionali di Isnello, e dall'equipe della scuola di cucina dell'IPSSEOA (Istituto Professionale Alberghiero) di Cefalù. All'incontro espositivo-divulgativo seguirà una degustazione dedicata proprio ai ragazzi.
Il pomeriggio del 9 aprile, alle ore 16:30, dopo il saluto del Sindaco di Isnello, seguiranno gli interventi specifici del Prof. Pietro Mazzola, Ordinario di Botanica Ambientale Applicata presso la Facoltà di Agraria dell'Università di Palermo, sul tema: "Uomini, piante e tradizioni" e del Prof. Rosario Schicchi, Vicedirettore dell'Orto Botanico di Palermo nonché ordinario di Botanica Sistematica presso il dipartimento di Biologia Ambientale e Biodiversità dell'Università di Palermo, sul tema "Le verdure selvatiche nella tradizione popolare delle Madonie". Alla fine degli interventi degli esperti seguiranno le considerazioni del pubblico. Seguirà, per il pubblico presente, una ricca degustazione dei saporiti piatti, preparati con le ricette tipiche del territorio in modo assolutamente semplice ma raffinato, con i quali si possono riconoscere i vecchi sapori e le antiche ghiottonerie.