Cgil:Sicilia, in migliaia in corteo a Enna dove il tasso di disoccupazione raggiunge il 47,5%

In migliaia hanno sfilato in corteo a Enna per chiedere lavoro, sviluppo, legalità, pace. Lavoratori, pensionati, giovani da tutta la Sicilia, chiamati dalla Cgil regionale, Enna: terz'ultima d'Italia per reddito pro - capite e scelta come simbolo del disagio che vive l'isola.La "marcia per lavoro", come è stata battezzata dal sindacato è una delle iniziative che si svolgeranno in Sicilia in vista dello sciopero generale nazionale proclamato dalla Cgil per il 6 maggio. Nel corteo striscioni di ogni categoria, gruppi folkloristici, gonfaloni dei comuni dell'area. "Chediamo in primo luogo - ha detto la segretaria generale della Cgil Sicilia, Mariella Maggio - che si facciano seri investimenti per lo sviluppo e per un'occupazione vera, duratura, e non precaria. I dati sul lavoro e sulla povertà - ha aggiunto- ci consegnano una Sicilia allo stremo e sono drammatici se guardiamo la componente giovanile con un tasso di disoccupazione del 38,5% e le giovani donne tra le quali il tasso di disoccupazione arriva al 44,2%".Dalla Cgil dunque viene una forte richiesta sia al governo nazionale che a quello regionale di "iniziative per invertire la tendenza".
Reddito medio pro capite, inferiore del 35% rispetto alla media italiana; tasso di disoccupazione al 13,3% contro il 7,6% nazionale: sono alcuni dati che illustrano la gravità della situazione in Sicilia.Si aggiunge che il 20% degli scoraggiati" italiani si trova nell'isola. E questa situazione si aggrava nelle zone interne.

Ad Enna il tasso di disoccupazione delle giovani donne raggiunge il 47,5% e il valore aggiunto è appena lo 0,1% del pil nazionale. "Chiediamo - ha sostenuto Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil Sicilia- che i nostri giovani non siano costretti ad andare via dalla Sicilia". Richiamati nel comizio della sindacalista "i conti in rosso della regione, che certo non aiutano, così come non aiuta il bilancio provvisorio, se ragioniamo - ha sottolineato - nell'ottica degli investimenti indispensabili per creare occupazione".

Maggio ha auspicato che "la legge sulla semplificazione amministrativa diventi subito operativa, per contribuire ad attrarre investimenti e per garantire la legalità nell'amministrazione".La Cgil chiede al governo Berlusconi un fisco più giusto e più leggero per i lavoratori e i pensionati, la lotta all'evasione, investimenti in infrastrutture, per l'apparato produttivo e per la conoscenza e il diritto allo studio, ammortizzatori sociali estesi anche ai precari, incentivi pure per l'occupazione femminile.

E per creare lavoro sollecita il governo Lombardo a "essere conseguente rispetto alle posizioni espresse sul nucleare - ha sostenuto la Maggio- investendo sulle fonti rinnovabili, settore con grandi potenzialità anche occupazionali". Il lavoro, per la Cgil, può essere creato, inoltre, "attraverso un piano per la messa in sicurezza del territorio, con piani per il rilancio dell'apparato industriale e delle infrastrutture, e come occupazione collegata alle politiche sociali". "Noi - ha affermato la sindacalista - puntiamo a condizioni migliori delle attuali per la Sicilia. Migliori sotto il profilo dello sviluppo sostenibile, del lavoro e della legalità. Da Enna- aggiunge- parte anche un forte appello a mettere in atto tutte le iniziative possibili a tutti i livelli per il ripristino della pace nel bacino del Mediterraneo".

"E' una grande manifestazione per chiedere che i temi del lavoro, dei giovani,delle donne, del Mezzogiorno ritornino al centro dell'attenzione del paese. Per questo stesso obiettivo la Cgil ha indetto lo sciopero generale del 6 maggio, perchè la situazione cambi e si ridiano prospettive positive ai giovani, alle donne, ai lavoratori": lo ha detto a Enna la segretaria confederale della Cgil nazionale Vera Lamonica, nel comizio che ha concluso la "marcia per il lavoro, la legalità e la pace",promossa dalla Cgil Sicilia. La sindacalista ha rilevato "il grande disagio che vive la Sicilia, con tassi di povertà e di disoccupazione particolarmente alti" e sottolineato "la necessità di politiche per invertire la rotta e modificare le attuali condizioni".
"La questione dell'immigrazione non può essere strumentalizzata ai fini del consenso. Quello che finora abbiamo visto è un governo impreparato e che cerca di strumentalizzare la situazione": lo ha detto Vera Lamonica, della segreteria nazionale Cgil. A Lampedusa domani la Cgil regionale e la Camera del lavoro di Agrigento apriranno, alle 10, la nuova Camera del lavoro dell'isola. Per l'occasione ci saranno la segretaria generale della Cgil Sicilia, Mariella Maggio, la segretaria della Cgil di Agrigento, Mariella Lo Bello e la segretaria nazionale Vera Lamonica. La sede, in via Ruggero Settimo n.2, "vuole essere un presidio nel segno dell'accoglienza - ha detto Mariella Maggio - un avamposto per la prima informazione ai migranti e ai rifugiati che dovessero restare in Italia. Assolverà, inoltre, al ruolo di ogni altra sede Cgil per il lavoro e i diritti". Sul tema immigrazione Vera Lamonica ha aggiunto che "il governo non può scaricare la questione tutta sulla Sicilia, nè creare tante tendopoli sul modello Lampedusa. Deve garantire una forma di protezione temporanea - ha sottolineato - che renda effettiva forme di collaborazione con l'Europa".

Fonte: vivienna.it