Autostrade siciliane, nuovi pedaggi. I sindaci madoniti ′Pronti a marciare su Roma′
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I sindaci del palermitano, in particolare quelli del comprensorio delle Madonie, e anche quelli del trapanese sono sul piede di guerra e minacciano azioni di protesta contro la decisione di fare pagare un pedaggio su alcune tratte autostradali siciliane. A partire da maggio, infatti, per andare a Punta Raisi o per entrare a Palermo da Villabate, si dovrà pagare. In base al decreto del Presidente del Consiglio, che ha già individuato le tratte «da sottoporre al pagamento», solo in Sicilia sono soggetti al pedaggio 425 chilometri di autostrade, pari al 45 per cento dell'intera rete di Anas.
Ma i primi cittadini non ci stanno e sono pronti a marciare su Roma, annuncia il presidente della commissione Attività produttive dell′Assemblea Regionale Siciliana, Salvino Caputo, che ha incontrato una delegazione di sindaci. «Incontreremo a Roma il ministro Altero Matteoli e il direttore generale dell′Anas per chiedere», dice Caputo, «la sospensione o la immediata revoca del provvedimento adottato dal Consiglio dei Ministri che impone nelle autostrade A19 e A29 e nei raccordi cittadini il pedaggio di un euro e cinquanta centesimi». «Siamo di fronte», aggiunge, «a provvedimenti che sono di competenza della direzione generale dell′Anas e del Ministero delle Infrastrutture. Imporre il pagamento del pedaggio non è soltanto illegittimo ma determina un ulteriore aggravamento della pressione economica sui nuclei familiari siciliani, in un momento di gravissima crisi economica ed imprenditoriale, senza precedenti».
Intanto, il prefetto di Palermo Giuseppe Caruso ha fissato per lunedì pomeriggio un incontro con gli amministratori del comprensorio madonita anche su richiesta del presidente degli operatori economici di Castellana Sicula, Vincenzo Lapunzina. Al fianco dei sindaci anche l′assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Pier Carmelo Russo: «In Sicilia esiste un innegabile problema di infrastrutturazione e, in questo senso, il gap con il resto del Paese resta ancora assai profondo: in pratica, non c′è alternativa, per la mobilità interna, all′uso del mezzo privato e, dunque, delle autostrade, per raggiungere i comuni minori, sia litoranei che montani. Per tale motivo appare decisamente iniqua la decisione del Consiglio dei ministri di imporre sulle arterie autostradali A19 e 29 e nei raccordi cittadini il pagamento di un pedaggio».
«Agli utenti», dice Russo, «va tutta la mia solidarietà poiché condivido quotidianamente il loro problema. Anch′io, infatti, ogni giorno, per raggiungere Palermo da Bagheria non uso l′auto blu ma la mia automobile e, da due mesi, mi trovo costretto a sopportare intollerabili code per dei semplicissimi lavori di sostituzione dei giunti. Dovremmo pagare il pedaggio anche per queste inammissibili difficoltà?». I pedaggi sono previsti sulla A19 Palermo-Catania, A29 Palermo-Marzara del Vallo, A29 direzione Alcamo-Trapani, A29 diramazione per Birgi, A29 raccordo diramazione per Punta Raisi e A29 diramazione per via Belgio. Il costo sarebbe di 1,50 euro a tratta. E nel frattempo il coordinamento territoriale del Pd Madonie, che annuncia una «opposizione ferma alla istituzione dei pedaggi nelle autostrade siciliane", sta organizzando una grande manifestazione di protesta ed altre forme di lotta contro questa decisione "che rappresenta l'ulteriore insopportabile penalizzazione della Sicilia». (italpress)
Foto di Robert Frank