Mozione sulla gestione Ato idrico

IL CONSIGLIO COMUNALE: Trattando il punto all'O.d.g : "Problematiche connesse alla gestione delle ATO idrico Palermo 1 alla luce della messa in liquidazione della società Acque Potabili Siciliane e della Proposta di Concordato preventivo e conseguente ipotesi di costituzione di una società denominata "nuova A.P.S." che vedrebbe la partecipazione azionaria anche del Comune di Cefalù";

ATTESO

Che nell'aprile del 2009, l'Amministrazione Guercio, con una decisione che non ha tenuto conto della scelta dell'indirizzo contrario unanimemente espresso dal Consiglio Comunale, consegnava gli impianti alla Società Acque Potabili Siciliane;
Che la cessione delle reti ha comportato l'incremento della tariffa di circa il doppio a fronte di nessun reale miglioramento del servizio.
Che è di tutta evidenza che durante la gestione da parte della società Acque Potabili Siciliane si sono registrati gravi disservizi, come lo sversamento diretto in mare di reflui non depurati e il conseguente sequestro del depuratore da parte dell'Autorità giudiziaria;
Che ai cittadini non è stato garantito un adeguato servizio di assistenza e non è mai stata approvata la "carta dei servizi" che avrebbe dovuto tutelarli dalle scelte arbitrarie imposte dalla società e dalle inefficienze del servizio.


 CONSTATATO

Che dal mese di luglio 2010 la società Acque Potabili Siciliane è stata posta in liquidazione a causa dell'eccessiva massa debitoria;
Che detta società, pur riscuotendo le fatture dagli utenti, non ha mai versato ai comuni dell'Ambito i canoni di concessione pattuiti in convenzione;
Che la società APS ha presentato, in data 26/01/2011, una proposta di Concordato Preventivo attraverso cui si ipotizza la costituzione di una nuova società denominata "Nuova APS Spa", al cui capitale sociale sarebbero chiamati a partecipare, per la misura dei crediti vantati da APS, i Comuni che hanno ceduto le reti (30%), l'AMAP (29%), Siciliacque (7%), EAS (3%), con una governance pubblico - privato della gestione del servizio idrico integrato;
Che tale proposta, quantunque fosse validata dal Tribunale fallimentare e dall'Assemblea dei creditori, non configurerebbe un modello di gestione che assicuri i principi di efficienza, efficacia ed economicità, indispensabili in relazione ad una risorsa di primaria importanza com'è l'acqua, rischiando di generare un ennesimo "carrozzone", con ulteriore incremento dei costi;
Che tale soluzione sarebbe disastrosa per il Comune di Cefalù che, almeno nella forma, è tra i maggiori creditori della società Acque Potabili Siciliane, la quale a ben vedere, ai sensi e per gli effetti dell'art. 156 del Dlgs n°152/2006, avrebbe dovuto versare alla Sorgenti Presidiana i proventi incassati dai cittadini sulla potabilizzazione, ammontanti a circa due milioni di Euro;
Che, in ogni caso, anche a voler prescindere dalla superiore considerazione, il Comune ne riceverebbe il rimborso con l'equivalente in azioni di assai dubbio valore;

VISTE

Le deliberazioni del Consiglio Provinciale di Palermo del 23/02/2011 e del Consiglio Comunale di Palermo del 02/03/2011, con le quali i rispettivi organismi esprimono avviso contrario alla costituzione della nuova società per la gestione del servizio idrico;

RICHIAMATE

Le norme che prevedono le competenze degli Organi consiliari in tema di adesione a società di capitali o consorzi da parte di Enti pubblici territoriali;

ESPRIME

Avviso contrario circa l'ipotesi di costituzione della "Nuova APS Spa", auspicando che gli Enti Pubblici non intervengano nel salvataggio di APS, cui l'ATO Idrico deve chiedere il pieno rispetto della Convenzione, ivi compreso il versamento del Canone di Concessione ed il ripristino della Polizza fideiussoria, pena la decadenza dalla Concessione;

AUSPICA

In tale ultima ipotesi, il ritorno, in attesa della indizione del referendum abrogativo della normativa nazionale circa la privatizzazione delle reti idriche, al Comune di Cefalù, facendo sì che, attraverso l'attivazione dei mutui o una maggiore compartecipazione della Regione, si ottengano le risorse necessarie per il necessario rifacimento della rete idrica;

IMPEGNA IL SINDACO E L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE

A presentare, in sede di conferenza dei sindaci, l'opposizione del Comune di Cefalù all'ipotesi di adesione al concordato preventivo alla società A.P.S;
Ad esprimere, in ogni sede idonea, l'indisponibilità, da parte del Comune di Cefalù, ad aderire ad una società di capitali o a partecipare alla costituzione di un consorzio, insieme ad altri Enti pubblici, per la gestione della rete idrica;
A chiedere, nell'ipotesi di decadenza della concessione alla società A.P.S, il ritorno della gestione della rete idrica, in via transitoria, nelle more di espletamento del referendum e dell'auspicata ripubblicizzazione della gestione.

I Consiglieri Comunali

Rosario Lapunzina
Carmelo Mangano
Gaetano Cassata
Mauro Scialabba
Angela Lo Verde
Nicola Noto
Antonio Franco
Pietro Rasa
Giuseppe Genovese
Laura Gattuso
Francesco Calabrese
Pasquale Fatta
Vincenzo Liberto