Domenica presentazione del libro ′UPANISAD′ del maestro Raphael
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La Biblioteca Comunale di Castelbuono giorno 3 aprile 2011 alle ore 17,00 presso la "Sala delle Capriate" Ex Monastero di Santa Venera Badia presenta il libro UPANISAD a cura di Raphael, ed. Bompiani.
Aprirà l′incontro il saluto del Sindaco Mario Cicero, seguirà un′ introduzione della Prof.ssa Mimma Conoscenti, presenteranno il libro il Dott.Giuseppe Muscato e il Magistrato Michele Consiglio.
Upanisad
A cura di Raphael
La parola Upanosad deriva da "upa" (vicino, presso) e "nishad" (sedere, essere assiso), quindi sedere vicino al Maestro per essere istruito e ricevere un insegnamento. Esse rappresentano la fine dei Veda (Conoscenza o Scienza Sacra), da ciò anche il nome Vedanta cioè fine (anta nel senso di conclusione compimento e scopo) dei Veda che descrivono l'insegnamento orientale. Dunque le Upanisad sono la quintessenza e il culmine della sapienza orientale. Essendo il compimento dei Veda si presuppone che il lettore abbia già acquisito i requisiti preliminari di tale Scienza e abbia integrato in sé l'aspetto etico della vita cioè che abbia armonizzato gli aspetti istintivi, emotivi e razionali della sua personalità. Le Upanisad si impongono quando il discepolo è pronto per sferrare l'attacco all'ultimo baluardo dell'ignoranza (avidya) e decide di sprofondare nell'abisso della Conoscenza cioè nell'assoluto Brahman Nirguna. Dunque è una lettura ardita, una scalata vertiginosa alla vetta dell'Essere Supremo. Tuttavia non è difficile se siamo disponibili a trascendere l'aspetto meramente razionale e a lasciarci trascinare dal ritmo, dalla vibrazione, dalla potenza mantrica del suono. Questi stimoli toccano in noi le "zone" psichiche più profonde: l'intuizione-noesis e la coscienza, "sede" della scintilla dell'Assoluto in noi. Per la prima volta le tredici Upanisad maggiori sono presentate in un unico volume con testo sanscrito a fronte dalla Bompiani. La traduzione, il sobrio commento e le note sono state curate da un Maestro-Conoscitore che è Raphael. Dunque è un classico, un'opera d'arte, una miniera di Saggezza, una sintesi di un mondo, quello orientale, in cui la tradizione spirituale è ancora viva, palpitante, vibrante. È un libro che non può mancare nelle biblioteche degli uomini che hanno a cuore la cura di sé e la cultura.