Nuovi pedaggi sulle autostrade, la polemica impazza su blog e forum
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Albanese (Confindustria): «Ingiusto: le carreggiate sono in condizioni disastrose». Contrari anche Idv e Pd
L′idea di fare pagare un pedaggio su alcune tratte autostradali siciliane sta scatenando un vespaio di polemiche. A partire da maggio, infatti, per andare a Punta Raisi o per entrare a Palermo da Villabate, si dovrà pagare. In base al decreto del presidente del Consiglio, che ha già individuato le autostrade gestite dall'Anas «da sottoporre al pagamento», solo in Sicilia sono soggetti al pedaggio 425 chilometri di autostrade, pari al 45 per cento dell'intera rete di Anas. «Una follia», per il consigliere comunale del Pd di Palermo, Maurizio Pellegrino, «questo vuol dire», dice, «che tratte metropolitane frequentate ogni giorno da decine di migliaia di pendolari saranno a pagamento, stravolgendo la vita di quanti hanno acquistato una casa nell'hinterland e si spostano per lavoro». Mentre Fabrizio Ferrandelli, capogruppo di Idv al Comune, ha presentato una mozione per chiedere al sindaco e alla giunta di «attivarsi in sede nazionale per bloccare il pagamento dei pedaggi».
Sulla vicenda interviene anche il presidente di Confindustria Palermo, Alessandro Albanese: «Le autostrade siciliane sono in condizioni pietose: non hanno una rete stradale alternativa, anche per brevi percorrenze di traffico locale, ci sono interi viadotti a corsia unica, gallerie non illuminate, da Palermo a Trapani non c′e′ un solo servizio. Ci sono carreggiate strettissime al limite della regolarità, e non esiste una rete efficiente di trasporti pubblici per passeggeri. Questo è lo stato dell′arte. E la Sicilia, penalizzata già pesantemente dalla necessità di traghettare uno Stretto che la separa dal resto dell′Italia, viene ancora più profondamente colpita dalla decisione del governo di far pagare i pedaggi». «Nulla - aggiunge - contro una disposizione che renda tutti uguali di fronte al casello autostradale, purché siamo tutti uguali. Purtroppo non è questo il caso». Invece, dice Albanese, «la Sicilia non è uguale al resto d′Italia. Prima di tutto subisce una penalizzazione per ragioni geografiche, perché per arrivare sulle nostre autostrade bisogna comunque varcare uno Stretto con i costi del traghettamento. E poi paga il prezzo di decenni di politiche che non hanno voluto puntare effettivamente sullo sviluppo delle infrastrutture autostradali. Perciò ritengo giusto che la Sicilia paghi il pedaggio, ma soltanto quando avrà le autostrade».
Critiche e reazioni negative anche sui socialnetwork e sui blog. I pedaggi sono previsti sulla A19 Palermo-Catania, A29 Palermo-Marzara del Vallo, A29 direzione Alcamo-Trapani, A29 diramazione per Birgi, A29 raccordo diramazione per Punta Raisi e A29 diramazione per via Belgio. Il costo sarebbe di 1,50 euro a tratta.
CAPUTO. NO AL PAGAMENTO DEL PEDAGGIO AUTOSTRADALE, PRESENTATO ORDINE DEL GIORNO ALL′ARS
"Imporre il pagamento di un pedaggio nelle arterie cittadine e inserirlo nelle tratte autostradali sino ad oggi a transito libero, non è soltanto illegittimo ma determina un ulteriore aggravamento della pressione economica suo nuclei familiari siciliani, in un momento di gravissima crisi economica ed imprenditoriale, senza precedenti". A dichiararlo è Salvino Caputo presidente della Commssione Parlamentare Attività produttive e Parlamentare del PDL che ha presentato questa mattina un ordine del giorno per impegnare il Governo regionale a evitare che nelle strade cittadine a Palermo e lungo gli altri tratti autostradali possa essere applicato il pedaggio di 1.50 euro che rappresenta un notevole aggravio sui bilanci delle famiglie. "Ancora una volta - ha aggiunto Salvino Caputo - si ricorre alla tassazione e al prelievo fiscale sui cittadini per risanare le disatrate casse degli enti. Ogni nucleo familiare si calcola che dovrebbe pagare dalle 10 alle 15 euro al giorno per motivi di lavoro o di studio. Somme totalmente incompatibili ed insostenibili - ha continuato Salvino Caputo - con le condizioni economiche del 70 per cento dei nuclei familiari. Chiedero al Governo e al parlamento siciliano una forte presa di posizione a tutela delle famiglie". Intanto Caputo partecipa sabato pomeriggio alla Riunione dei Sindaci presso il Comune di Caltavuturo indetta proprio per protestare contro questa imposizione".
Fonte: italpress