Suidi. L′assessorato decide il da farsi

Importante vertice, alla commissione attività produttive dell'Ars per affrontare il problema dei suidi che creano pericoli per la salute e sicurezza pubblica oltre a danni gravissimi all′eco sistema e alle attività produttive del comprensorio madonita. Alla riunione sono intervenuti i tecnici degli assessorati regionali alla Agricoltura e Territorio, il Corpo Forestale, il Commissario ddl Parco delle Madonie, i Sindaci del territorio, i responsabili dei sevizi sanitari e veterinari. L'ente parco e i sindaci hanno evidenziato la necessità di un urgente riforma della legge regionale che regola il controllo della fauna selvatica in aree protette; La normativa in vigore, emanata nel 2008 e più volte colpita dalla mannaia del commissario dello Stato, non permette l'abbattimento dei suidi avendo cosi reso vani tutti i tentativi fatti negli anni scorsi per affrontare l'emergenza. Dal dibattito è emersa la necessità, condivisa dal presidente Salvino Caputo, di adeguare le norme ai modelli di altre regioni, quali la Toscana, in cui gli abbattimenti mirati sono stati compiuti."Stiamo pagando le conseguenze - ha affermato Salvino Caputo - di una legge mai attuata perché impugnata, e anche quelle di un certo ambientalismo a senso unico che non ha considerato le conseguenze derivanti da un indiscriminato aumento della specie".In attesa di nuove norme è pronto, intanto, il piano dell'ente parco per la cattura dei suidi la cui carne sarà data in beneficienza. Nei giorni scorsi l'ente parco ha ottenuto la valutazione di impatto ambientale mentre i rappresentanti dell'Assessorato Agricoltura hanno annunciato che tra qualche giorno arriverà il decreto che renderà il piano operativo. Sarebbero circa seimila i suidi che insistono sull'area protetta del parco delle Madonie con una maggiore incidenza nei comuni di Isnello, Collesano, Castelbuono, Polizzi Generosa, Petralia Soprana e Petralia Sottana. I rappresentanti degli enti locali hanno sottolineato la necessità di intervenire rapidamente mentre alcuni sindaci non hanno nascosto l'opportunità di arrivare a una completa eliminazione della razza ibrida. I primi cittadini hanno sottolineato anche le problematiche legate alla presenza di altre specie animali che rischiano di incidere sull'ecosistema madonita, in particolare i daini e le capre inselvachite.