Verso la Via crucis ecumenica sulla Rocca

"Nel corso della storia tre simboli si sono innalzati tra gli uomini ad esprimere la tensione verso un unico Dio, creatore di noi stessi e di quanto ci circonda, rivelatore di se stesso con la sua parola e, un giorno, giudice di quel che abbiamo compiuto, di bene e di male, nel mondo.

Sono la menorà, il candelabro a sette bracci, simbolo dell'Ebraismo; la croce sulla quale venne ucciso Gesù, simbolo del Cristianesimo; la mezzaluna crescente, simbolo dell'Islam.

Tre simboli che non di rado, nella nostra storia - e purtroppo ancora nel nostro presente - si sono posti l'un contro l'altro per affermare ognuno la propria supremazia e, possibilmente, annientare gli altri due.

Ma nel mutare della storia, e soprattutto delle nostre coscienze, non si avverte il pressante bisogno che queste tre grandi religioni monoteistiche, pur nella varietà e diversità delle loro realtà, riscoprano la comune origine abramitica e insieme ricerchino e servano Dio nel mondo di oggi? Pur nell'accendersi di ventate d'integralismo, non si avverte nell'aria il bisogno, l'anelito, e addirittura l'urgenza di modalità più o meno informali d'incontro, di scambio, di comunicazione tra esperienze religiose diverse e soprattutto tra le tre grandi religioni monoteistiche che ad Abramo si richiamano per l'inizio del loro cammino nella storia e che gravitano attorno alla città di Gerusalemme, quale luogo di ricordo e di utopia? E nel cadere di tanti muri che sembravano indistruttibili e nel ribaltarsi di situazioni che sembravano immodificabili, non potrebbe forse rifiorire una inattesa primavera dell'ecumenismo?

Nel contesto di tale speranza viene proposto questo breve testo. Anche se con connotazione alquanto impropria, - rispetto all'uso corrente, che riserva il termine ‘ecumenismo' all'incontro tra le sole confessioni cristiane - si tenta di allargare all'ecumene religiosa dell'umanità, e in particolare ad Ebraismo, Cristianesimo ed Islam, una ‘pratica religiosa' così peculiare del cattolicesimo, quale la Via crucis.

Ripensando, con struggente simpatia e amore, al cammino di dolore compiuto 2000 anni fa dall'Uomo di Nazaret, tragicamente conclusosi su quella croce issata fuori le mura della città santa, ne cogliamo la valenza universale e, nel Suo dolore, ripercorriamo anche la Via crucis di quanti soffrono per violenze e ingiustizie, di tutti coloro che, nei modi più svariati, gemono sotto la croce da portare nella propria vita.

E, nel far ciò, incrociamo pure la Via crucis delle nostre scandalose divisioni religiose, il cui superamento costituisce condizione imprescindibile per la pace dell'umanità.

Alla riflessione su ogni stazione della Via crucis vengono accostati tre brevi brani tratti dalle Scritture delle religioni monoteistiche: il Primo Testamento, il Secondo Testamento e il Corano. Lungi dall'ipotizzare un improbabile concordismo, i versetti scelti vogliono solo presentarsi quali minuscole tessere musive che, pur nella molteplicità dei loro colori, rifrangono l'unica luce dell'Eterno, alla quale aneliamo tutti noi che peregriniamo nella finitezza del tempo e della storia".

Introduzione alla Via crucis ecumenica di Liborio Asciutto (Editrice Queriniana, Brescia, 1995) che sabato 2 aprile verrà integralmente riproposta con un cammino di salita sulla Rocca. L'iniziativa è a cura del Centro Ecumenico Aconfessionale "La Palma" in collaborazione con l'AGESCI, il CAI e il MASCI di Cefalù. Partenza da Piazza Garibaldi alle ore 16 e arrivo ai piedi della Croce. Le parrocchie e la cittadinanza sono invitate a partecipare.

Liborio Asciutto, Presidente del Centro Ecumenico Aconfessionale "La Palma" di Cefalù