Agrodolce, il sogno spezzato  di fare fiction in Sicilia

PRESIDIO PERMANENTE, I LAVORATORI ATTENDONO UN INCONTRO CON IL PREFETTO

Ci lavorano circa 250 persone tra troupe, regia, amministrativi e attori, per non considerare tutto l′indotto che coinvolge Termini Imerese, Santa Flavia e Porticello. L′80% dei lavoratori sono siciliani, come da accordi presi con la Regione Sicilia che finanzia il progetto a patto che si crei lavoro per gli abitanti locali e che si facciano un tot di riprese in esterna. Agrodolce fa muovere l′economia in Sicilia, o, almeno, la faceva muovere fino a qualche giorno fa. Venerdì 11 è arrivata a ciel sereno la notizia di un nuovo blocco delle riprese a causa della mancanza di fondi, la notizia non è stata presa bene, l′intera macchina aveva ripreso a muoversi a novembre del 2010 dopo due anni di fermo.

«Si è diffuso il terrore - racconta una ragazza che lavora all′ufficio casting - perchè l′ultima volta che hanno fermato le riprese dovevano essere sospese per due settimane e invece siamo stati due anni senza lavorare e adesso siamo preoccupati che succeda di nuovo». Da venerdì notte i lavoratori di Agrodolce, tutti insieme, dalla troupe alla regia, ma anche chi lavora in mensa, sono riuniti negli studi di Termini Imerese (Palermo) in un presidio permanente, non in occupazione perchè bloccherebbe l′ordinaria gestione e manutenzione e loro quella vogliono garantirla perchè sperano di ripartire a breve con le riprese. Le serrande sono tutte abbassate, quelle dei vari set: la scuola, l′ospedale, le varie case dei protagonisti, ma anche quelle di tutti gli uffici. La festa per i 150 dell′unità d′Italia hanno deciso di passarla tutti insieme negli studi, si respira un clima molto familiare, ci sono i bambini, la carne sul fuoco, molti ragazzi che prendono il sole e scherzano tra loro, non sembra di essere in un presidio ma ad una scampagnata tra amici, eppure ogni tanto scappa qualche battuta da riso amaro: «Abbiamo deciso di fare il ponte lungo».

Tutte le maestranze non vengono pagate da qualche mese e anche i moltissimi giovani che lavorano sul set stentano a tirare avanti, hanno preso casa e devono pagare affitti e bollette, «speravo di non dover più chiedere soldi ai miei genitori - interviene una delle ragazze che lavora in produzione - e invece mi hanno tagliato la luce e ho dovuto chiedere ai miei di pagarmi la bolletta, ma poi guardo tutti quelli che qui hanno famiglia e allora capisco che i miei problemi sono irrisori in confronto ai loro». La situazione è allarmante soprattutto per i tanti padri di famiglia che con Agrodolce vivono e devono garantire un futuro ai figli. Accanto a loro c′è il sindacato, la Cgil, che li rassicura e cerca di trovare accordi con la Rai e la Regione. «I lavoratori sono sempre stati molto elastici sui pagamenti - spiega Maurizio Rosso, rappresentante sindacale - molti straordinari non vengono pagati per come dovrebbero, ma non si è mai lamentato nessuno. Agrodolce dà e darà lavoro ad un sacco di gente e, soprattutto, finalmente si potrà imparare a fare cinema in Sicilia che è un set naturale meraviglioso».

I giovani, i molti giovani che lavorano ad Agrodolce, vogliono impararlo il mestiere del cinema e credono di poterlo fare nella propria terra piuttosto che fare la valigia e partire per qualche altra città quindi non badano alle ore di straordinario, anche perchè ci raccontano: «Se fai una cosa che ti piace con entusiasmo, non ti importa se anziché lavorare 8 ore lavori 10 o 12 ore». Adesso si aspetta l′incontro con il Prefetto per decidere come procedere e per trovare un accordo e far ripartire le riprese.

Fonte: corrieredelmezzogiorno.corriere.it (Alessia Rotolo)