Un alimenese tra ′i Mille′
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Quanti sanno che tra i Garibaldini ci fu un alimenese? Poichè la memoria va salvata, non è mai troppo tardi per farlo. Stefano Tedeschi Oddo, nato ad Alimena il 29 maggio 1836, partì il 5 maggio da Quarto per partecipare alla liberazione della Sicilia, con i Mille, col sogno e la determinazione di unire l′Italia. Tenente medico, si era distinto per le sue doti, militari e professionali, nelle più importanti battaglie risorgimentali combattendo a Palestro, Magenta, Solferino e San Martino con l′esercito piemontese.
Francesco Crispi in persona sigillerà i meriti di condottiero e l′abnegazione di medico in una lettera autografa, conservata dalla bisnipote Adriana, datata 7 settembre 1881. Si legge: "il dottor Stefano Tedeschi Oddo fu il solo a Calatafimi che dopo enormi battute curò i nostri feriti e prestò non solo l′opera sua come chirurgo ma come soldato." A Calatafimi il Tedeschi salvò vite umane e a Vita improvvisò col Ripari un Ospedale. Raggiunse Garibaldi a Gibilrossa e combattè a Milazzo. Garibaldi, entrando a Messina, lo nominò Capo Chirurgo divisionale dell′Ospedale Militare col grado di Maggiore. Fu insignito di tre medaglie d′argento al valore militare. All′Istituto di Storia Patria si trovano documenti e foto che attestano quanto scritto.
A Palermo nel 1886, all′ingresso del Giardino Inglese gli fu innalzato un busto marmoreo e per l′inaugurazione l′avvocato Antonino Traina pronunciò un discorso commemorativo, dal quale riporto alcune parole: "Questi sono gli esempi da imitare, queste sono le azioni che onorano l′umana schiatta, e che i Greci e i Romani avrebbero con civiche corone premiato". La società dei reduci delle Patrie battaglie fece pubblicare il discorso dalla tipografia Editrice Oliveri-Gigante di Palermo. Gli fu intestata una via palermitana nei pressi di Piazza Indipendenza.
Nel suo paese natio, solo negli anni novanta, gli verrà dedicata una via, peraltro secondaria. Morì a soli 46 anni il 20 maggio 1882.
Sulla lapide, al cimitero di Alimena, sono ricordate le gesta e l′essere stato sollievo dei poveri infermi, dopo essersi ritirato a vita privata, nel suo, ora smemorato, paesino.
Mirella Mascellino
Fonte: GdS