Dopo la nuova aggressione, l′ ente parco ′Pronto il piano contro i suidi′

Un tranquillo pomeriggio ha rischiato di trasformarsi in un grave incidente. Alcuni escursionisti lo scorso fine settimana, sono stati caricati da alcuni cinghiali, sbucati all'improvviso. Attimi di tensione terminati con un'arrampicata sugli alberi per evitare lo scontro. L'episodio è avvenuto in contrada "Macchia dell'Inferno", lungo il percorso che conduce al rifugio Crispi sopra Castelbuono.

L'aggressività degli animali si pensa sia stata causata dalla presenza anche di cuccioli in zona. Compreso che non c'erano pericoli per i cuccioli, infatti, i cinghiali sono tornati nella boscaglia. Torna quindi di grande attualità una questione che dura da oltre un decennio. Il primo tentativo di risolvere il problema dei suidi, che oggi sono a migliaia, risale all'ottobre 2008 quando l'Ars approvo una legge sul controllo della fauna selvatica in aree protette; Subito la LAV impugna il testo e il commissario dello stato lo boccia dicendo no alla vendita dei capi abbattuti e affermando che per far ciò non bastano i danni alle attività agricole ma occorrono danni all'ecosistema. Compatta comincia la protesta dei sindaci mentre il Parco delle Madonie adotta la documentazione sui danni ambientali prodotti dai suidi. Arriviamo cosi al 2009 quando i comuni di Castelbuono, Collesano e Petralia Soprana adottano ordinanze di abbattimento. Nuovo ricorso e nuova bocciatura del Tar che impone al parco di procedere al censimento dei suidi. Nei giorni scorsi l'ente parco ha ottenuto la valutazione di impatto ambientale sul Piano di gestione dei Suidi con relativo censimento; la documentazione verrà ora trasmessa all′Assessorato Agricoltura per il si definitivo. Il nuovo piano prevede solo la cattura e non più l'abbattimento mentre la carne dei suidi non verrà commercializzata ma sarà data in beneficienza.

Ieri presso la sede del Parco si è svolto un vertice sulla questione "Stiamo cercando - dichiara il commissario Angelo Pizzuto - delle soluzioni per potenziare le gabbie ed i chiusini per migliorare i sistemi di cattura intanto i sindaci stanno valutando l'adozione di ordinanze ad hoc".
Ci sentiamo abbandonati - afferma Mario Cicero, sindaco di Castelbuono - nelle cause intentate contro le nostre ordinanze la prefettura e l′assessorato all′agricoltura non sono intervenuti in nostro sostegno". Il sindaco chiude con una provocazione "se riesco a trovare un paio di suidi li porto con me a Palermo, giusto per far condividere a politici e sedicenti ambientalisti i nostri problemi".