Fonti Rinnovabili: decreto contro art. 41 della Costituzione secondo Miccichè

La riforma degli incentivi voluta dal ministro dello Sviluppo continua ad agitare le acque nella maggioranza. Dura Forza del Sud: "Noi come la Lega, o cambia o cade il governo".
Il decreto sulle energie rinnovavili mette a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro ed inoltre e′ in contrasto con l′articolo 41 della Costituzione sulla liberta′ d′impresa. E′ quanto afferma in una nota Forza del Sud, il movimento all′interno del Pdl che fa capo al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianfranco Micciche′. ′′Ci faremo promotori di forti iniziative innanzitutto a salvaguardia dei 150.000 addetti al settore delle rinnovabili e dei tanti imprenditori e investitori che stanno contribuendo alla forte crescita del settore a livello economico internazionale. In secondo luogo - spiega Marco Pugliese - vogliamo sottolineare l′incostituzionalita′ del decreto, con particolare riferimento all′art. 41 della Costituzione, poiche′ l′introduzione del limite temporale del 31 maggio 2011 avra′ l′effetto di stroncare tutte le iniziative economiche della green economy che non potranno adeguarsi al decreto, palesando la violazione della liberta′ dell′iniziativa economica privata′′.
′′Richiederemo - conclude Pugliese - l′intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, affinche′ nell′esercizio delle sue prerogative e quale garante della Costituzione voglia disporre il rinvio del superiore provvedimento per un suo esame e una sua modifica al fine di renderlo coerente ai precetti costituzionali′′.
La storia delle tensioni interne alla maggioranza è costellata di episodi simili, ma la presa di posizione di oggi sul fotovoltaico pare effettivamente segnalare un salto di qualità, anche perché il danno che il decreto Romani sta iniziando a provocare è oggettivo e documentato. Insomma, dove non sarebbe mai potuta arrivare la sensibilità ambientale, arriva invece quella per un bacino elettorale in fermento. "Le banche - sottolinea Miccichè - hanno fermato una serie di finanziamenti che stavano facendo. Le imprese sono terrorizzate, sono tantissime. Una marea di piccole e medie imprese che già ci hanno comunicato che stanno chiudendo e che hanno già messo in cassa integrazione alcuni lavoratori... Per cui noi abbiamo il dubbio che questo sia un decreto che è stato spinto più da qualcuno che non ama molto il rinnovabile e che probabilmente avrebbe intenzione di continuare nello status quo...". (ASCA)