Finisce ai domiciliari una speranza di Termini

E' finita agli arresti domiciliari una delle speranze di rilancio di Termini Imerese. Il presidente ed ammministratore delegato di una delle sette società selezionate per il rilancio dell'area del polo Fiat siciliana (che aveva annunciato un investimento da 500 milioni e l'assunzione di 600 persone), è da ieri agli arresti domiciliari.

A Corrado Ciccolella, imprenditore a capo della omonima Spa del settore florovivaistico controllata dalla srl che a Termini vuole realizzare serre con pannelli fotovoltaici integrati, la procura di Crotone contesta di aver utilizzato diversi milioni di finanziamenti europei per fini diversi da quelli per i quali erano stati concessi. E per questo ha chiesto ed ottenuto dal Gip l'emissione della misura cautelare.

L'accordo per Termini prevede un'operazione di poco superiore al miliardo di euro, di cui poco meno della metà provenienti da risorse pubbliche. A 100 milioni del ministero si affiancheranno 200 milioni della Regione Siciliana più altri 150 che la giunta Lombardo dovrebbe mettere a disposizione per le infrastrutture a sostegno dell'area industriale.
In una nota la Ciccolella Spa ha reso noto che "la vicenda giudiziaria riguarda fatti accaduti nel 2005 in riferimento alla AliBio S.A. a r.l., società già da tempo fuori dal perimetro di consolidamento (essendo stata dismessa la relativa partecipazione nel corso dell'anno 2010), e, comunque, sarà discussa durante la prossima riunione del Consiglio di Amministrazione prevista per lunedì 7 marzo".
La Ciccolella "auspica, anche in considerazione della limitata portata dei fatti contestati a Corrado Ciccolella, che la medesima vicenda venga definita in tempi brevissimi". Analogo auspicio, si presume, facciano i lavoratori di Termini Imerese che vedono all'orizzonte del loro futuro tristi presagi.

Fonte: palermo.blogsicilia.it