Cade dal decimo piano, morto don Franco Galizia. CARDINALE TURBATO, PERCHE′ DON FRANCO?
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Muore suicida o per un tragico incidente dopo un malore a Palermo il sacerdote originario di Spezzano Albanese Don Franco Galizia, 44 anni? Il fatto si è verificato nella tarda serata di ieri, quando il prete si è lanciato dal decimo piano di un palazzo in via Don Orione. Don Franco, come veniva chiamato dalla comunità, era il direttore dell′Opera Don Orione e presidente dell′Endofap Sicilia, un centro per la formazione professionale.
La Procura di Palermo ha aperto un′inchiesta coordinata del pm di turno Marcello Viola. Questa mattina i magistrati stanno ascoltando alcuni parrocchiani ma anche parenti di don Franco. Inoltre sono stati acquisiti degli appunti del religioso per verificare se ha lasciato una lettera d′addio.
Si era recato a casa di amici, come una normalissima serata di inverno, forse per trascorrere qualche ora in compagnia. Si è congedato dai commensali dicendo "Scusate un attimo" e qualche istante dopo si è sentito un tonfo per strada. Una tragedia inaspettata, anche perché chi lo conosce sa che Don Galizia è sempre stato un uomo pieno di vita. Ha portato il suo messaggio d′amore fra i poveri in Albania, terra che ha molto in comune con le sue origini che sono di Spezzano Albanese (Cosenza). In Albania per 10 anni ha svolto la sua opera nella missione di Elbasan, quale responsabile Caritas, per poi tornare in Italia e stabilirsi in Sicilia, lontano dai suoi cari. Figlio di una famiglia numerosa (che fra i fratelli annovera un altro sacerdote), don Franco si è avvicinato giovanissimo al sacerdozio ed, in particolar modo, all′ordine degli orionini. Infatti, la sua cittadina natale per molti anni ospitò l′ordine che proprio qui fece un sacco di opere di bene.
Increduli i familiari, riferiscono che non può essersi trattato di suicidio. A quanto pare il sacerdote, detto da uno dei fratelli, nelle ultime settimane sembra non si sentisse molto bene e, addirittura, pare fosse "meno lucido del solito". Gli inquirenti, che hanno ispezionato nel computer di Don Galizia e nei suoi appunti, non hanno trovato nulla di rilevante in tal senso. La salma, dopo la funzione religiosa a Palermo, presieduta dal Cardinale Romeo farà rientro a Spezzano. Qui giovedì 3 marzo alle ore 16.00 nella Chiesa di Santa Maria del Carmine verrà celebrato il rito funebre che sarà presieduto dall′Arcivescovo Santo Marcianò.
Don Fabrizio Moscato, portavoce del cardinale Romeo, ha ricordato il sacerdote scrivendo sulla sua pagina di Facebook: "Il gesto suicida di don Franco ci interpella. Quanta solitudine e angoscia ci può essere dietro la forza e la generosità di un sacerdote così pieno di vita? Siamo certi che, nell′infinita Misericordia di Dio, il gesto di un istante insano non può cancellare il bene che è passato dalle sue mani". Anche altre persone, gente comune, si è unita al dolore portando un ultimo saluto sulla pagina di Facebook dove don Franco amava condividere la Parola di Dio fra i suoi amici e fedeli.
"Cosa e′ successo, don Franco? Che ti e′ successo? Amico, fratello, compagno di viaggio, padre... Perche′?". Sono le domande dense di inquietudine del cardinale di Palermo Paolo Romeo, espresse stamane durante la sua omelia nella messa in suffragio di don Franco Galizia, il 43enne sacerdote e direttore dell′Opera Don Orione che lunedi′ si sarebbe tolto la vita (ma per i familiari e′ stata una disgrazia e le indagini coordinate dalla procura sono ancora in corso), precipitando dal decimo piano di uno stabile.
Tantissimi, soprattutto i giovani ai quali si era dedicato, hanno riempito la chiesa di Madonna della Provvidenza. "Ci ritroviamo e siamo tutti qui, ancora profondamente turbati e segnati - dice Romeo - dalla tragica scomparsa del nostro caro don Franco. Il silenzio si e′ fatto via via piu′ assordante. La sua assenza via via piu′ incomprensibile. Nei dolorosi silenzi del nostro cuore, risuona allora una domanda lecita: "perche′?" Cosa e′ successo, don Franco? Che ti e′ successo? Don Franco ha forse attraversato, nella sua anima, lo stesso buio? Le oscurita′ delle inquietudini nascoste, dello sconforto e dello smarrimento lo hanno forse segnato? Non sappiamo... Ma crediamo - per quella stessa fede che egli ci ha insegnato ad avere nel Risorto - che oggi noi siamo la sua voce, una voce insistente presso il cuore misericordioso di Dio, che supera tutti i silenzi e i perche′, e continua ad affidargli la sua anima con fiducia". Romeo invita a non dimenticare in questo momento le ragioni della "donazione della sua vita nei suoi 27 anni di professione religiosa e nei 15 anni di sacerdozio. Desideriamo dare al nostro cuore il don Franco di sempre, quello che mai si risparmiava nella donazione a Dio e al servizio degli altri.
Specialmente ai giovani, ai tanti giovani che gremiscono questa chiesa oggi". L′arcivescovo di Palermo parla di "un′unica onda di smarrimento. Ma non lasciatevi vincere mai dalla solitudine: apritevi il cuore a vicenda, e fatelo nella fede in quell′unico Cristo che vi ama e vi chiama alla Vita, e all′abbondanza della Vita. So bene che il gesto di don Franco appare come l′abbandono del "Generale" che combatteva nella prima schiera di questa avventurosa e difficile battaglia in campo. So bene che la sua "bacheca" su Facebook si e′ cominciata a riempire sin da subito non solo di attestazioni di affetto, ma anche dello sgomento per quella che sembra la sua triste "uscita di scena". Ma non limitatevi a questo, vi prego. Sappiate, con coraggio, mettere mano a tutto l′amore che trovate in voi e che Dio ha riversato nel vostro cuore. A voi dico: coraggio!".
Fonte: dirittodicronaca.it-agi