Regolamento consulta giovanile, Polemiche e reazioni critiche

Una inaspettata reazione da parte di molti giovani, che si sono riuniti in un'assemblea per dibattere l'argomento, ha seguito l'istituzione e l'approvazione del regolamento di funzionamento della Consulta Giovanile, avvenuta in consiglio comunale in una delle sue ultime sedute. Il motivo della riunione di questi giovani collesanesi e del loro disappunto, (presenti circa una cinquantina di diversa estrazione culturale ed orientamento politico), le modifiche apportate alla bozza di regolamento originariamente presentata dall'amministrazione comunale.
In particolare, su proposta di due consiglieri di minoranza, il limite massimo d'età per l'adesione alla consulta è stato ridotto da anni 30 a 25 "per evitare eventuali situazioni di sudditanza da parte dei più giovani" - il motivo - e preclusa la partecipazione a chiunque ricopra la carica di segretario politico o componente di direttivo di un partito politico. I due emendamenti hanno peraltro ricevuto l'assenso unanime il primo e la maggioranza di 12 su 14 il secondo, con la sola estensione dei consiglieri di minoranza Vincenzo Culotta e Tommaso Cirrito.
In un articolato documento di protesta stilato dall'assemblea di giovani che si sono recentemente riuniti, e inviato al consiglio comunale per un ripensamento, si stigmatizza in via preliminare "che la politica locale non ha tenuto conto del quadro generazionale e della realtà giovanile a Collesano": "Voler limitare ulteriormente l'accesso dei pochi giovani rimasti ad un organismo comunale che voglia occuparsi di politiche giovanili è come decidere con le bende agli occhi" - si legge nel documento. "Si tratta di non voler vedere, di non voler prendere atto della situazione; di tagliare fuori una parte consistente della popolazione giovanile, impedita nel poter prendere visione ed occuparsi delle politiche che la dovrebbero riguardare. Questa è già una prima brusca frenata alla coesione e all'inclusione sociale, - si lamenta - tanto decantata in campagna elettorale ed oggi con il sapore di uno stanco e vuoto slogan. Come si può immaginare -infatti - che la "giovane età" possa arrestarsi ai 25 anni? L'esclusione è giustificata, secondo i consiglieri, dal fatto che i ragazzi più grandi (diventa pericoloso anche un solo anno in più!) possano influenzare gli altri… Ma davvero questa è la considerazione che si ha dei ragazzi collesanesi? Ritenuti incapaci di poter camminare sulle proprie gambe e di poter sviluppare una propria autonomia di giudizio?" Ma ancor più grave ed incostituzionale risulterebbe essere, sempre secondo i giovani che hanno partecipato all'assemblea, l'incompatibilità stabilita all'art. 19, punto 3 e cioè l'esclusione fissata per i giovani che abbiano incarichi di partito come segretario e/o componente di direttivo. La premessa è quella di impedire che i giovani della Consulta possano essere influenzati. E si ritiene che ciò possa accadere solo per mano di un soggetto impegnato in un partito politico, come se tutti gli altri, pur non rivestendo una carica in un partito per scelta personale, non abbiano tali e tante idee da non poter influenzare, più di un segretario, gli altri giovani. Come se il figlio - si osserva- di un consigliere o di un assessore che non riveste cariche del genere non faccia sospettare, più di un segretario o componente di direttivo partitico, la sua più probabile influenza - in linea con la posizione e le idee del genitore - sui giovani della Consulta. Inoltre seguono altre argomentazioni sempre a ulteriore chiarimento della presunta illogicità e incostituzionalità delle modifiche regolamentari per il funzionamento della consulta giovanile. Ora si attendono le risposte, se ci saranno, del consiglio comunale.