Otto siciliani (due madoniti) nella lista nera della commissione Antimafia

C'è il candidato accusato di estorsione, quello imputato di usura ma non ancora condannato con sentenza definitiva e perfino il trafficante di droga per il quale sono stati chiesti ulteriori approfondimenti. «Perché — così è stato scritto in uno degli allegati alla relazione — condannato a una pena esigua rispetto al reato contestato».

Sono otto — sui 45 casi accertati finora in Italia — i siciliani finiti nella «lista nera» della commissione nazionale Antimafia, che in questi giorni ha chiuso il suo lungo lavoro istruttorio sulle ultime amministrative. Sono i cosiddetti «impresentabili», incappati in condanne definitive e non, ma soprattutto non in regola con il codice di autoregolamentazione voluto dal Parlamento. Anche se si tratta di dati parziali, visto che 22 prefetture non hanno esaudito le richieste dell'Antimafia, la mappa resa nota dal presidente della commissione, Beppe Pisanu, fornisce comunque un quadro preoccupante.

Le violazioni del «codice» riguardano 11 candidati eletti e 32 non eletti: 15 dei 45 casi individuati riguardano candidati in liste nazionali.

Tra i candidati con condanna non definitiva figurano due politici della provincia di Palermo: Giuseppe Condello (accusato di estorsione) esponente della lista civica «Scillato Viva», con la quale ottenne 12 voti, e Natale D'Amico, di Collesano (lista «Vitale Sindaco»), rinviato a giudizio per usura il 21 aprile 2010, prima delle elezioni amministrative. Nelle quali prese appena due voti.

Fonte: gds.it