PALERMO: MINACCIA E PERSEGUITA LA MOGLIE, ARRESTATO PER STALKING

I Carabinieri della Stazione di Alatrello di Baida hanno tratto in arresto con l'accusa di stalking un palermitano 26enne.
Vittima di questa ennesima triste storia una donna palermitana classe 1985 con la quale l'uomo si è sposato nel 2006 e dalla loro unione è nata una bimba che ora ha 3 anni.
La vita coniugale è sempre stata un problema poiché la donna è sempre stata maltrattata e umiliata. La giovane vittima ha subito angherie e violenze sino al settembre del 2010 quando decide di denunciare tutto e di lasciare suo marito andando via di casa e trasferendosi dalla madre.
Ma questo periodo di lontananza non ha fatto altro che aggravare la situazione.
L'uomo inizia a tormentare sua moglie con visite continue dai toni minatori, pedinamenti e innumerevoli telefonate.
L'uomo impedisce alla moglie di prendere le sue cose in casa a meno che non torni a vivere con lui, diventa sempre più insistente nel voler ricominciare la loro relazione tant'è che nel novembre del 2010 la donna, a seguito delle numerose pressioni subite dal marito, decide di ritornare con lui dandogli un′altra possibilità.
Inizialmente sembrava che le cose fossero cambiate, ma dopo qualche settimana l'uomo torna ad essere lo stesso di prima.
Ingiurie, minacce, la donna viene percossa ed insultata, viene persino seguita sul posto di lavoro.
La situazione degenera; il giorno di natale, infatti, a causa di una banale discussione l'uomo scaglia un pugno al volto della donna e nei giorni successivi la picchia nuovamente inveendo contro di lei sempre per futili motivi.
Dopo questi episodi la giovane decide di andare nuovamente via di casa ma l'uomo diventa sempre più insistente con telefonate e scenate di gelosia anche davanti a vicini o addirittura per strada sino ad arrivare all'ultimo episodio in cui l'uomo fuori il posto di lavoro della donna, la ingiuria e la minaccia alla presenza di più persone I Carabinieri contattati giungono sul posto dove trovano l'uomo in evidente stato di agitazione ed una volta bloccato è stato portato in caserma dove è stato tratto in arresto con l'accusa di stalking.
Terminate le formalità di rito il giovane stalker è stato condotto presso il carcere Ucciardone a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.


DICHIARZIONE DEL COL. TEO LUZI, COMANDANTE PROVINCIALE CC DI PALERMO
"Lo stalking è un reato particolarmente odioso perché, in genere, ha quale parte offesa la donna. La previsione di questo reato è un passo importante per la tutela e la garanzia della sicurezza delle donne, che in genere sono le principali vittime degli atti persecutori.
Infatti fino all‘introduzione di questa fattispecie criminosa le forze dell'ordine, a cui si rivolgevano le vittime, non avevano gli strumenti per agire.
Mancavano i mezzi per affrontare un reato così odioso, messo in atto nei confronti di persone che non hanno possibilità di difendersi, che vivono un inferno subendo appostamenti, telefonate, mail senza riuscire a trovare un vero aiuto. Alcuni comportamenti come telefonate, sms, e-mail, "visite a sorpresa" e perfino 1'invio di fiori o regali a volte possono trasformarsi in vere e proprie forme di persecuzione in grado di limitare la libertà di una persona e di violare la sua privacy, giungendo perfino a spaventare chi ne è destinatario suo malgrado. Il molestatore assillante manifesta, infatti, un complesso insieme di comportamenti che vengono ben racchiusi sinteticamente dall'espressione "fare la posta" che comprende l'aspettare, 1'inseguire, il raccogliere informazioni sulla "vittima" e sui suoi movimenti, comportamenti che sono quasi sempre "tipici" di tutti gli stalkers, al di là delle differenze rilevate di situazione in situazione.
A tal proposito, sono particolarmente importanti tre caratteristiche di una molestia perché si possa parlare di "stalking": lo stalker, agisce nei confronti di una persona che è designata come vittima in virtù di un investimento affettivo, basato su una situazione relazionale reale oppure parzialmente o totalmente immaginata, in base alla personalità di partenza e al livello di contatto con la realtà mantenuto;
lo stalking si manifesta attraverso una serie di comportamenti basati sulla comunicazione e/o sul contatto, ma in ogni caso connotati dalla ripetizione, insistenza e intrusività;
la pressione psicologica legata al comportamento dello stalker e al terrorismo psicologico effettuato, pongono la vittima in uno stato di allerta e di stress psicologico. Questi vissuti psicologici possono essere legati sia alla percezione dei comportamenti persecutori come sgraditi, intrusivi e fastidiosi, che alla preoccupazione e all‘angoscia derivanti dalla paura per la propria incolumità.
Nell'esperienza palermitana lo stalker è solitamente un incensurato, a volte con problemi psicopatologici spesso con disturbi dell'attaccamento che gli impediscono di accettare la fine di una relazione, ma non é la regola. A diventare "molestatore assillante" o "stalker "può essere una persona conosciuta con cui si aveva qualche tipo di relazione o perfino uno sconosciuto con cui ci si è scontrati anche solo per caso, magari per motivi di lavoro.
A Roma, presso il Ministero delle Pari Opportunità, è stato costituito un organismo di monitoraggio del fenomeno composto da Carabinieri, coadiuvati da sociologi, psicologi e biologi. E poi da esperti di statistica, informatica, criminologia. Il nucleo anti-stalking analizza le denunce raccolte a livello nazionale attraverso un'elaborazione scientifìca dei dati e avvia procedure di controllo su eventuali casi concreti segnalati al Ministero. L‘obiettivo finale è quello di delineare i contorni di un fenomeno ancora poco conosciuto, in modo da rendere possibile la definizione di una strategia di prevenzione.
Si invitano le vittime a non tollerare tali situazioni ma di denunciarle alle Forze di Polizia. E' inutile negare il problema. Spesso, dal momento che nessuno vuole considerarsi una "vittima ", si tende a evitare di riconoscersi in pericolo, finendo per sottovalutare il rischio e aiutando così lo stalker: il primo passo è allora sempre quello di riconoscere il problema e denunciarlo. Oggi vi sono delle norme che consentono di intervenire tempestivamente e con rigore".