SANITA′: DA BATTIATO A CAMILLERI, MANAGER NORD PER CIVICO PALERMO
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"Chiediamo al presidente della Regione siciliana all′assessore alla Salute che per una volta - per questa volta - la scelta cada su un manager di provata esperienza che provenga da un′altra regione, una di quelle in cui la sanita′ pubblica funziona in modo esemplare. Sappiamo benissimo che in Sicilia e tra i siciliani non mancano le professionalita′ adeguate. Ma riteniamo che in questo momento sia fondamentale dare un chiaro segnale di rottura con i metodi del passato, se la Regione vuole davvero voltare pagina". E′ l′appello, piu′ di una provocazione, lanciato attraverso le pagine palermitane di Repubblica, da esponenti del mondo della cultura, dell′imprenditoria, della giustizia sul caso dell′Ospedale Civico di Palermo, il cui direttore generale si e′ dimesso dopo una richiesta in tal senso avanzata dall′assessore Massimo Russo. Il nosocomio e′ stato teatro negli ultimi mesi di molte polemiche a causa di diversi casi di malasanita′, il piu′ clamoroso dei quali ha interessato un′aziana ricoverata, ma alla quale, in assenza di letti, e′ stata assegnata per 72 ore solo una sedia. La donna ha denunciato condizioni igieniche e assistenziali precarie e degradanti. Adesso arriva l′appello con il quale, nei fatti, si propone di cercare il nuovo manager del Civico al Nord. E′ firmato, tra gli altri, da Andrea Camilleri, Franco Battiato, Salvo Ficarra, dal presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello, da Dacia Maraini, Fulvio Abbate, Roberto Alajmo, Giuseppe Ayala, Federico Butera, Pino Caruso, Amelia Crisantino, Giovanni Fiandaca, Franco La Cecla, Dacia Maraini, Santo Piazzese, Valentino Picone, Gianni Puglisi, Gea Schiro′ ed Enzo Sellerio.
"La nomina del nuovo direttore generale dell′ospedale Civico di Palermo - sostengono - costituisce un′occasione per dare un segnale di cambiamento. E′ indispensabile che alla guida del piu′ grande ospedale siciliano venga messo un manager in grado di rassicurare tutti sulla sua distanza dalla politica. Un uomo o una donna non riconducibile ne′ a un partito ne′ a un potente. Qualcuno che non possa neppure lontanamente essere sospettato di rispondere a logiche che non siano quelle dell′efficienza e della buona amministrazione". (agi)