Fiat, luci accese sui lavoratori in protesta

Prima ancora che la mobilitazione nazionale dei metalmeccanici inizi, il prodromo, a Bologna, fa capire quanto sia alta la tensione. Nessuna richiesta di sciopero generale a conclusione dell'intervento, a piazza Maggiore, da parte del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, intervenuta sul palco dopo il segretario nazionale della Fiom, Maurizio Landini, che si era invece espresso in questo senso, e dalla piazza di sono levati fischi. La Camusso ha lasciato frettolosamente il palco senza rilasciare dichiarazioni.

Un episodio che la dice lunga sulla rilevanza dello sciopero generale previsto fra qualche ora. Oggi in tutta Italia ci sarà lo stop dei metalmeccanici della Cgil: 8 ore per turno di lavoro. Si svolgeranno in tutto 17 manifestazioni regionali e 4 provinciali.

Lo sciopero, lo ricordiamo, è stato indetto contro la Fiat ma anche contro Federmeccanica che - dice il leader della Fiom, Maurizio Landini - con le sue proposte sta inseguendo male il Lingotto su una strada che è un danno per i lavoratori ma anche per il sistema delle imprese".

Nell'ambito dello sciopero generale della categoria appuntamento anche a Termini Imerese, in piazza della Vittoria, alle 9.30 (nella cosiddetta Termini bassa). E' da qui che partirà un corteo diretto alla piazza del Comune (Termini alta) dove ci saranno i comizi di Giovanna Marano, segretaria della Fiom Sicilia, Serena Sorrentino, Cgil nazionale, Enzo Masini, Fiom nazionale.

Su iniziativa di Fiom e Cgil giungeranno nella città lavoratori da tutta la Sicilia. Un luogo simbolico, dunque, dove ha sede lo stabilimento che la Fiat ha deciso di chiudere, per dire no alla strategia e all'azione di Sergio Marchionne e "per la riconquista del contratto di lavoro senza deroghe, la difesa di diritti, democrazia e rappresentanza".
"E' qui, a Termini Imerese - dice Giovanna Marano - che Marchionne ha dato inizio alla sua strategia autoritaria in spregio di qualunque principio di responsabilità sociale dell'impresa. Ed è da Termini Imerese - aggiunge - che diciamo con forza che la strada dell'abbassamento delle tutele e dei diritti dei lavoratori è una strada sbagliata che porterà a un peggioramento generale del lavoro e della condizione dei lavoratori. Se Mirafiori diventerà un modello - sottolinea Marano - sarà a rischio tutto il mondo del lavoro".

Nel 2010, ricorda la Marano, nell'Isola le ore di cassintegrazione sono state 22 milioni: buona parte di queste nel settore metalmeccanico.

"Oltre che del contratto nazionale - sottolinea la Marano chiamando in causa anche la Regione siciliana - servono in questo contesto misure di reinserimento al lavoro che la regione non ha ancora predisposto ma anche misure formative. E' inconcepibile - sottolinea - che restino inutilizzate le risorse comunitarie destinate da due anni alla riqualificazione, integrazione e sostegno al reddito dei cassintegrati di lunga durata e dei lavoratori in mobilità".

Alla manifestazione ha annunciato la propria partecipazione anche il coordinamento siciliano di "Libera - associazioni, nomi e numeri contro le mafie".

Fonte: blogsicilia.it