ACQUA GERACI IMPUGNA ISTANZA DI ARCHIVIAZIONE DEL P.M. E CHIEDE A CONFINDUSTRIA DI PROMUOVERE RIFORMA DEI REATI DEI BUROCRATI

Pratica inevasa da 18 anni: per la Procura di Palermo non è reato.
L'Amministratore Giuseppe Spallina: istituiremo una borsa di studio sui reati dei pubblici ufficiali.


Lo Stato non tutela le imprese boicottate dalla burocrazia. Infatti, la Procura di Palermo chiede l'archiviazione della denuncia dell'Acqua Geraci contro i funzionari regionali che, dopo diciotto anni, non hanno ancora definito la sua pratica, impedendole di assumere 20 nuovi collaboratori. E la Procura di Termini Imerese rimane inerte quando l'Amministrazione Comunale geracese pretende che la stessa Azienda firmi un contratto-capestro con la minaccia di toglierle il proprio stabilimento. Eppure altri P.M. indagano chiunque sia accusato di richieste troppo energiche. "Ma noi non ci arrenderemo - dice l'amministratore dell'azienda, Giuseppe Spallina - e confidiamo che il GIP accoglierà la nostra opposizione contro l'istanza di archiviazione della Procura di Palermo, secondo la quale i funzionari denunciati non violano alcuna legge e non agiscono col "dolo intenzionale" di favorire o danneggiare qualcuno. E' infatti risaputo che diverse leggi impongono la conclusione dei procedimenti amministrativi con decisioni espresse e che la loro omissione per 18 anni implica una evidente malafede". Inoltre l'Acqua Geraci ritiene che gli imprenditori e i lavoratori devono coalizzarsi ed opporsi alle istituzioni e alle norme che permettono alla burocrazia di boicottare lo sviluppo e l'occupazione. "Pertanto - conclude Spallina - istituiremo una borsa di studio sul tema e chiediamo a Confindustria di promuovere la riforma dei reati dei pubblici ufficiali basata sui seguenti principi: a) l'omissione volontaria e ingiustificata di atti d'ufficio è sempre reato, b) il funzionario che viola norme di legge o di regolamento con dolo o colpa grave, arrecando ingiusti danni o vantaggi a sé o ad altri, risponde di abuso d'ufficio".

segue proposta

PROPOSTA DELL'ACQUA GERACI PER LA RIFORMA DEGLI ARTT. 323 E 328 DEL CODICE PENALE

Articolo 323. Abuso d′ufficio - Il pubblico ufficiale o l′incaricato di un pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio o arreca ad altri un danno ingiusto violando una norma di legge o di regolamento con dolo o colpa grave, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. La pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno un carattere di rilevante gravità.

Articolo 328. Omissione o rifiuto di atti d′ufficio - Il pubblico ufficiale o l′incaricato di un pubblico servizio che omette o rifiuta un atto del suo ufficio con dolo o colpa grave o senza darne entro trenta giorni una chiara e precisa giustificazione scritta su richiesta dell'interessato, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.