Non solo Mirafiori, il destino di Termini Imerese

Protagonisti di oggi sono lo stabilimento della Fiat di Mirafiori ed il risultato del referendum che ha sancito la vittoria del sì all'accordo tra i sindacati e l'azienda. Ci sono, come naturale che sia, commenti favorevoli e reazioni negative.
Dalle nostre parti, comunque, non dimentichiamo che c'è uno stabilimento della Fiat che sarà dismesso, con tutte le conseguenze del caso. Prima tra tutte: chi lo rileverà?
Questo è l'interrogativo approfondito da Antonio Schembri in "Il grande appeal di Termini Imerese", presente nel primo numero de Il Sud, da ieri in edicola.
Nell'articolo si fa riferimento ai "pretendenti pronti a rilevare" lo stabilimento, alle "sette proposte selezionate dal ministero per lo sviluppo economico e da Invitiali", compresa "l'ultima ipotesi" che fa capo ad un "polo multiproduttivo".
Schembri passa in rassegna le proposte, a partire dalla "più convincente" al momento, il cui vertice è rappresentato dall'industriale piemontese Gian Mario Rossignolo, che vorrebbe portare a Termini un'unità produttiva della De Tomaso. Ma c'è anche il progetto della multinazionale indiana Reva, che prevede "l'allestimento di una linea di produzione di batterie per l'alimentazione" delle auto elettriche.
Di proposte ce ne sono altre cinque, ben elencate nell'articolo de Il Sud. Lo scopo è evidente: evitare che l'addio della Fiat possa rendere "il mercato del lavoro nell'area di Termini Imerese ancora più asfittico". Bisogna, infatti, scongiurare che "le prospettive per i giovani" siano "ancora più nere".

Fonte: blogsicilia.it