Quanto è importante avere un medico a bordo campo
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Spesso non ce ne rendiamo conto, tutto sembra scontato, pensiamo (sbagliando) che nessuno ne avrà mai bisogno. Non capisco come nessuna federazione o società pensi che la presenza di un medico durante una partita (mi riferisco a campionati non professionistici e sopratutto a categorie amatoriali e settori giovanili) sia di importanza fondamentale. Si spendono soldi per pagare tasse gare, iscrizioni a campionati, stipendi ai giocatori, ma nessuno pensa di spendere qualcosa sul piano della salute e dell' incolumità degli atleti.
Lo sport e la medicina vanno di pari passo, ma spesso si va a giocare senza nemmeno aver fatto un′appropriata visita medico sportiva. Banali infortuni si trasformano in calvari, gli atleti spesso in seguito ad infortuni vengono lasciati al loro destino, dovendo pagare anche di tasca loro le cure.
Mi chiedo perchè non prendere come esempio la società di basket cefaludese che anche in una partita amatoriale di promozione mette a disposizione un medico e un esperto consulente sportivo. L‘episodio di Sabato sera, al Palageodetico, occorso a Giovanni Iuppa ci deve far riflettere, è stato un normale scontro di gioco dove l′atleta ci ha rimesso un gomito, poteva anche essere ben più grave se avesse battuto la testa, immediatamente abbiamo assistito all' ingresso in campo dei sanitari che subito hanno soccorso Giovanni (partita amatoriale di promozione maschile).
La mia riflessione spero possa indurre molte società sportive a valutare seriamente la mia proposta, magari cercando di intraprendere una collaborazione con la Fondazione San Raffaele o con dei centri preposti, con semplici medici. Cominciamo seriamente a pensare che fare sport debba essere più sicuro per tutti, con gli atleti seguiti da esperti professionisti.
Colgo occasione per augurare pronta guarigione a Giovanni e agli altri atleti cefaludesi che in questo scorcio di stagione si sono infortunati.
Peppe Fiduccia