Radio e social-network. I nuovi modi di organizzare la protesta
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Foto e video con Blackberry, e-mail inviate alle redazioni. Così gli studenti puntano sulla comunicazione.
Il nuovo volto della protesta: aggiornamenti in tempo reale sulle mobilitazioni degli studenti, foto e video mandati con BlackBerry, e mail inviate dall'ufficio informazioni centrale alle redazioni. Questo il lavoro - che va avanti dall'inizio dell'occupazione, a Palermo, dalla facoltà di Lettere - dell'ufficio stampa ufficiale delle manifestazioni studentesche contro la riforma Gelmini che raccoglie il coordinamento universitario (facoltà di Lettere, Agraria, Architettura, Scienze Matematiche, Economia) e il movimento degli Studenti medi.
Cinque le persone che collaborano con l'ufficio stampa, coordinato da Giuliana, della facoltà di Lettere. «Abbiamo capito subito - spiega la ragazza - quanto sia importante la comunicazione. Noi studiamo anche questo ed è il momento di mettere in pratica quello che è scritto sui libri. Sappiamo che per diffondere le ragioni della protesta è necessario avere una redazione che si occupa dell'informazione e del rapporto con i giornalisti. Abbiamo visto che anche nelle altre facoltà occupate era avvertita questa esigenza e così ci siamo coordinati».
Mela, sempre della facoltà di Lettere, si occupa delle radio. «Siamo in linea - spiega - con radio Blackout di Torino, Onda Rossa di Roma e Onda d'urto di Brescia. È importante utilizzare tutti i mezzi di comunicazione per sfruttare al massimo le potenzialità dell'informazione». «Diventare giornalisti? Perchè no. Ci piacerebbe molto - ammette Giuliana - L'esperienza della redazione è bellissima, siamo molto affiatati e coordinati. La nostra linea è sempre orizzontale. Sarebbe bello poter proseguire e farlo diventare un mestiere a tutti gli effetti. Per ora lo facciamo per aiutare la protesta, in futuro chissà che non possa diventare il nostro lavoro».
Nel frattempo gli studenti che protestano, dopo gli scontri in piazza Indipendenza, hanno percorso corso Vittorio Emanuele e ora si sono riuniti in un corteo che sta sfilando per via Maqueda diretto alla cittadella universitaria di viale delle Scienze. Lungo il percorso un gruppo di giovani ha preso a calci una camionetta della polizia di Stato e ha lanciato alcuni fumogeni. In una nota gli universitari dicono che "gli studenti avevano annunciato pubblicamente di volere occupare la presidenza della Regione Sicilia in seguito all′annunciato taglio di 8 milioni di euro all′università da parte del governo Regionale". "Una protesta forte - aggiunge - dunque contro tutta la classe politica, ricordiamo che nella Regione Sicilia, la maggioranza è formata da Udc, Pd, Mpa, Fli tutti partiti che stanno all′opposizione del governo berlusconi ma che mantengono le stesse sue politiche anche nel territorio regionale".
Non solo operai e studenti, ma oggi anche artigiani, imprenditori e commercianti sono scesi in piazza a Palermo per chiedere al Governo regionale e alle forze politiche un piano straordinario per il lavoro e lo sviluppo. La crisi in Sicilia sta falcidiando decine di posti di lavoro ed il mondo produttivo è in fermento. Già da due giorni protestano i lavoratori dei Cantieri navali, che stamane hanno tenuto un sit-in davanti alla Prefettura. E cresce la preoccupazione tra gli operai di Italtel e Keller.
Per non parlare del comparto Fiat e dell′indotto. In ginocchio è anche il settore dell′agricoltura. Ma per la prima volta è scattata la protesta di artigiani, imprenditori e commercianti, che hanno manifestato davanti palazzo dei Normanni, sede del Parlamento regionale. L′iniziativa è stata promossa da Rete Imprese Italia, che raggruppa gli associati di Confcommercio, Cna, Confesercenti, Confartigianato, Casartigiani e Claai.
«La classe dirigente di questa Regione - spiega Piero Agen, presidente regionale di Rete Imprese Italia - deve rendersi conto che è la piccola e media impresa dell′artigianato e del commercio a muovere davvero l′economia siciliana. Siamo noi che produciamo lavoro vero, al governo regionale chiediamo un piano straordinario per il lavoro, risorse per il sostegno al credito e allo sviluppo e il pagamento dei contributi pregressi». Una delegazione di manifestanti ha incontrato i rappresentanti delle forze parlamentari e i presidenti delle commissioni parlamentari Bilancio e Attività Produttive, Riccardo Savona e Salvino Caputo, per consegnare loro un documento di sintesi delle richieste di Rete Imprese Italia, in cui vengono anche enunciate le gravi emergenze determinate dalla crisi che ha colpito le imprese siciliane e, in particolare, il comparto dell′artigianato e del commercio. (italpress-corrieredelmezzogiorno.corriere.it)