VOX POPULI VOX DEI, ITEM NONNULLOS AMICOS XEXES

Voce di popolo voce di Dio, voce di amici non serve a nulla, così un antico detto.
Dopo l'uscita del giornalino cittadino o almeno dovrebbe essere, sulla presa in possesso della parrocchia di SS. Pietro e Paolo e santa Maria di Gesu' di Don Nicola Capra avvenuta con solenne celebrazione il 28/11/2010 presieduta da sua Ecc. Mons. Manzella con la concelebrazione dei parroci limitrofi, nello speciale "Terra Nova di Novembre" quasi tutto il giornale è stato dedicato al caro Don Lorenzo Marzullo, con discorsi belli e a volte esaltanti, tutti hanno scritto, ebbene l'unico discorso che non è stato inserito ma che dal mio punto di vista andava inserito perché fatto dal primo cittadino IL SINDACO, che fino a prova contraria i cittadini hanno eletto, Calogero Giuseppe Lanza, discorso bello, semplice e veritiero, augurio per il nuovo Parroco e ringraziamento per don Lorenzo, per non soffermarmi sugli altri articoli che se sono fatti in buona fede va bene, altrimenti non sono discorsi da farsi da gente che sa benissimo cosa significhi L'isola che non c'è. L'isola c'è e come, basta guardare Piazza San Francesco chiusa al traffico appositamente per far svagare i bambini, ma che nessuno utilizza e non mi soffermo perché andrei in particolari, certo Caltavuturo non è Castelbuono ma nemmeno i caltavuturesi compreso chi scrive sono castelbuonesi.
Per dovere di cronaca e conoscenza sotto riporto il discorso integrale del primo cittadino Calogero Lanza, il più titolato a fare elogi, perché rappresenta tutta la cittadinanza, non un gruppo più o meno di parte.

Caltavuturo 28.11.2010
E′ per me motivo di grande gioia, poter porgere a nome di tutta l′Amministrazione Comunale e della cittadinanza, un affettuoso saluto al nostro Vescovo, Sua Eccellenza Mons. Vincenzo Manzella, rinnovandogli sentimenti di sincera amicizia, ed esprimendogli gratitudine per essere oggi in mezzo a noi a presiedere questo importante momento che la nostra comunità si presta a vivere. Saluto e ringrazio il Sindaco di Geraci Siculo, l′amico Bartolo Vienna, i familiari di Don Nicola e la comunità di Isnello alla quale sono particolarmente legato. E′ difficile esprimere in poche parole, lo stato d′animo che ciascuno di noi ha in questo momento, perché il nostro cuore e pervaso da sentimenti ed emozioni contrastanti; la gioia nell′ accogliere Don Nicola, e il rammarico nel dover salutare Don Lorenzo, un sacerdote esemplare, perché da sempre ha rappresentato un grande punto di riferimento nella vita culturale e spirituale di questa comunità.Pertanto caro Don Nicola prima di esprimerle tutto il nostro affetto, mi permetta di spendere qualche parola per sottolineare la gratitudine di tutta la comunità ecclesiale e civile al nostro caro Don Lorenzo, per l′impegno profuso nell′opera svolta durante i suoi 26 anni di ministero sacerdotale in mezzo a noi, per il cammino fatto insieme, per i valori umani sociali e cristiani che ci ha sempre indicato, e che ci guideranno nel nostro percorso futuro.
GRAZIE DI CUORE PADRE LORENZO Grazie di essere stato uno di noi, di avere svolto il suo mandato in mezzo alla gente, di essere stato disponibile al dialogo con tutti, di avere svolto fino in fondo il suo dovere.La aspetta una terra, lontana, dove le difficoltà certamente non mancheranno, ma siamo certi che l′agire verso gli altri sempre nel nome di Dio, non può che darle la speranza, la forza e la capacità di affrontare ogni situazione. a proposta di un possibile gemellaggio tra la nostra comunità e quella ecuadoriana ci ha pienamente coinvolto, con l′intendimento e la consapevolezza che esperienze di questo tipo rappresentano importanti occasioni di crescita culturale e sociale per la comunità, perché creano le condizioni per promuovere tra i giovani ,la cultura della solidarietà e sviluppano il sentimento di fratellanza, vero motore di pace e di prosperità per tutti i popoli.Sarà sempre vivo in noi il ricordo di valori quali l′ Amicizia,la Condivisione la Solidarietà, da sempre alla base del suo insegnamento cristiano. A Lei caro Don Nicola, il compito di ricevere in dono questa preziosa eredità;il compito è complesso e impegnativo, perchè il tempo che stiamo vivendo, porta con se preoccupanti presagi, affiorano segni di malessere crescenti, difficoltà, disorientamento e pertanto necessario avere dei solidi punti di riferimento. La nostra società, la nostra cultura, l′umanità intera ha bisogno di una nuova evangelizzazione , di sacerdoti che ci aiutino ad accrescere sempre di più in noi, lo stupore e la gioia di sentirei comunità cristiana, consapevoli che questo processo di crescita nella fede, ci porta ad una revisione dei nostri comportamenti, delle nostre scelte e dei nostri modi di pensare.Ma la voglio rassicurare caro Don Nicola, perché in questo compito fondamentale lei non sarà solo, troverà una comunità viva, rispettosa, attenta e sensibile, pronta ad aiutarla sostenendola e condividendo con lei i compiti del ministero sacerdotale. La nostra è una comunità che vuole continuare ad essere una famiglia solidale, aperta, disponibile al dialogo,convinta che per il bene comune è necessario accogliere l′individualità dell′ altro, poiché solo nel riconoscimento di una pluralità di idee, e possibile reciprocamente arricchirsi e vivere in comunione. Solo cosi la capacità di ciascuno, può trasformarsi in risorse utili a costruire quel progetto di vita fondato nella vicendevole collaborazione che sta al vertice della vita dell′ uomo.
Collaborazione: questo lo strumento indispensabile, il desiderio che ci anima, che diventa qualcosa di profondo e impegnativo; diventa Corresponsabilità. Le auguro di poter sperimentare presto, l′ospitalità e la simpatia che i caltavuturesi sanno offrire,a chi si spende per i valori della pace del rispetto reciproco e del servizio al bene comune. Concludo questo mio breve saluto con un pensiero; lei e io caro Don Nicola siamo rappresentanti di Istituzioni che hanno ciascuno nel proprio ruolo lo stesso scopo, ESSERE AL SERVIZIO DELLA COMUNITA′, è questo il nostro primo dovere, il punto di incontro sui valori comuni, l′obbiettivo in cui ci dobbiamo riconoscere. Con sincera amicizia fin d′ora le assicuro il mio personale sostegno di tutta l′Amministrazione e della comunità civile. Sono sicuro che la Vergine S.S. del Soccorso, a cui è affidata questa nostra comunità, la guiderà e la sosterrà in questa sua nuova missione pastorale, affinchè possa essere zelante animatore della fede e testimone esemplare dell′ amore di Cristo per l′umanità. Rinnovandole il più caloroso benvenuto e con un grazie anticipato per la sua presenza e il suo impegno, le auguro una buona permanenza e le formulo i più cordiali auguri di un lungo e proficuo lavoro in mezzo a noi.
BENVENUTO DON NICOLA