CHIESA S.M.MAGGIORE SI INSEDIA PADRE FRANCESCO SAPUPPO

Ieri, 5 dicembre, si è svolta la cerimonia d′insediamento per il nuovo Parroco di Geraci Siculo, Don Francesco Sapuppo. Ad accoglierlo nella Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore, gremita di fedeli, l′amministrazione comunale con in testa il sindaco Bartolo Vienna.
Padre Francesco Sapuppo, 38 anni, è nativo di Castelbuono ed è stato ordinato presbitero dal vescovo Francesco Sgalambro nel 2008 e da ieri ufficialmente inizia il suo Ministero nella comunità geracese, succedendo a Don Nicola Crapa che andrà a guidare la parrocchia di SS. Pietro e Paolo a Caltavuturo.

NELLA FOTO (da sinistra Don Nicola Crapa, il sindaco Bartolo Vienna e Don Francesco Sapuppo).


Saluto di benvenuto al nuovo Parroco Don Francesco Sapuppo da parte del Sindaco di Geraci Siculo Bartolo Vienna:

Eccellenza reverendissima Mon.re Vincenzo Manzella
Rev.di Padri
Autorità militari

Vi porgo il benvenuto a Geraci a nome mio dell'Amministrazione e del Consiglio Comunale, in rappresentanza di tutti i geracesi.

Eccellenza le sue gradite visite a Geraci ci evidenziano la considerazione che, nell'ambito della Diocesi, Lei ha per la nostra Parrocchia e questo ci rassicura.

Oggi la nostra comunità riunita in questa Chiesa di Santa Maria Maggiore dà il benvenuto ed il saluto più sincero al nuovo parroco, Don Francesco Sapuppo.

Desidero subito dichiarare il mio personale impegno e quello di tutta l'Amministrazione comunale, a renderci disponibili, con spirito di sincera collaborazione, a tutte le iniziative che Lei Don Francesco, nella qualità di nuovo parroco vorrà intraprendere.

Ci anima la consapevolezza di essere stati chiamati a rendere un servizio alla nostra comunità e il senso di responsabilità e del dovere. Ma sappiamo quanto scarsi -limitati- sono i mezzi che abbiamo a disposizione e questo senso di limitatezza ci induce a sentire -come urgente e impellente - il bisogno di collaborare con chi è sinceramente impegnato a conseguire il bene comune.

Geraci, come lei sa benissimo, (caro don Francesco) è un piccolo paese, ma è un luogo ricco di tradizioni storico-culturali e religiose, che tuttora sono vive ed autentiche che costituiscono la nostra identità e che consideriamo quale vera risorsa.

La nostra è una comunità viva nella fede e generosa nella carità, le numerose iniziative di solidarietà svolte da tempo dalle diverse Associazioni di volontariato presenti, sono la testimonianza dell'attenzione che i geracesi riversano nei confronti dei vecchi e nuovi bisogni e nei riguardi dei più deboli e degli indifesi.

Il grande patrimonio di solidarietà umana e sociale, che questa comunità ha ereditato dai propri genitori, si manifesta oggi anche nella carità umana che riesce ad esprimere quotidianamente nell'accogliere i tanti fratelli diversamente abili.

Il Santo Padre nella Sua recente visita a Palermo ha richiamato l'attenzione di tutti sui giovani e sulle famiglie e ci ha invitato a "prendere sul serio questo accostamento, questo trovarsi insieme, che non può essere solamente occasionale, o funzionale,ma che ha un senso, un valore umano, cristiano ed ecclesiale".

Le nostre montagne coperte di boschi ci aiutano a comprendere meglio l'altra immagine usata dal Papa (dell'"albero piantato lungo corsi d'acqua, / che dà frutto a suo tempo") quando ha esortato i giovani della Sicilia ad essere "alberi che affondano le loro radici nel "fiume" del bene!"; a non avere "paura di contrastare il male!"; ad essere "Insieme, … come una foresta che cresce, forse silenziosa, ma capace di dare frutto, di portare vita e di rinnovare in modo profondo la (n)ostra terra!"

L'immagine dell'albero ci dice che ognuno di noi ha bisogno di un terreno fertile in cui affondare le proprie radici, un terreno ricco di sostanze nutritive che fanno crescere la persona: che sono i valori, ma sono soprattutto l'amore e la fede.

Geraci, caro don Francesco, è un terreno fertile pronto a collaborare a tutte le iniziative che lei vorrà intraprendere per continuare a seminare e coltivare i valori del Vangelo, e siamo certi che lei saprà guidarci come "fratello in mezzo ai fratelli" come uomo del suo tempo portatore di valori senza tempo.

Permettetemi di concludere questo breve saluto ricordando un'altra citazione del Santo Padre, dalla quale ritengo che tutti dovremmo trarre motivo di illuminazione e di riflessione per la nostra futura esistenza ma soprattutto per quella dei nostri figli.

"Affinché lo sviluppo sia sostenibile, occorre puntare -ha sottolineato il Papa- in modo veramente concertato, su un nuovo equilibrio tra agricoltura, industria e servizi, in modo che a nessuno manchi il pane, il lavoro, l′aria, l′acqua, e le altre risorse primarie siano preservate come beni universali".

"E′ fondamentale quindi diffondere una chiara consapevolezza etica, all′altezza delle sfide più complesse del tempo presente; educarsi ad un consumo più saggio e responsabile; promuovere responsabilità personale insieme con la dimensione sociale delle attività rurali, fondate su valori perenni, quali l′accoglienza, la solidarietà, la condivisione della fatica nel lavoro".


Ci siamo oggi riuniti nella nostra grande Chiesa a testimoniare il nostro impegno, ad accogliere ed augurare a don Francesco un buon e proficuo lavoro e a salutare con affetto e gratitudine don Nicola, il nostro nuovo futuro concittadino, che a Geraci lascia una eredità di affetti.

A don Nicola vogliamo dire oggi un ultima cosa, siamo sicuri Nicola che gli alberi da tu hai piantato cresceranno, per quanto è nelle nostre possibilità ne avremo cura e collaboreremo con don Francesco per farli crescere come foresta capace di dare frutto.

Vi ringrazio dell'attenzione e chiedo sommessamente che la Vostra benedizione possa illuminare il cammino di questo popolo.

Grazie e benvenuti ancora