Il ′no′ degli studenti alla riforma Gelmini

Catania: 30 Nov.-Erano in ottomila, tra universitari e liceali, gli studenti che Martedì 30 Novembre a Catania hanno preso parte alla manifestazione studentesca contro la, ormai ben nota, riforma Gelmini. Il corteo è partito da Piazza Roma, ove si sono riuniti tutti gli istituti scientifici e tecnici di Catania che insieme agli universitari hanno espresso la propria rabbia per lo stato attuale in cui si trovano le università italiane. L'università pubblica è allo sfacelo, denunciano i partecipanti. «A Chimica non abbiamo i fondi per studiare e fare ricerca - spiega lo studente Rosario Pappalardo, con tanto di camice - E quest'anno i laboratori non partiranno. Molti corsi sono bloccati e inizieranno durante il secondo semestre a seguito dello "sciopero" della didattica da parte dei ricercatori». La manifestazione si è snodata per le vie principali della città fino a raggiungere la stazione centrale catanese, che è stata bloccata dalla folla degli studenti in protesta per circa un ora. Infine il corteo si è spostato in piazza Duomo dove i manifestanti hanno continuato la protesta sino a tardo orario. Alla manifestazione oltre al Liceo Scientifico Galilei, al Cutelli e agli altri istituti era presente anche il Liceo Scientifico "Principe Umberto" che recentemente aveva affisso sulla facciata dell'edificio uno striscione che annunciava il lutto per la scomparsa della scuola pubblica: «I ragazzi che escono dai licei, come nel nostro caso, ma anche dei tecnici, finiscono tutti con l'iscriversi all'Università - spiegano i rappresentanti Gabriele Amore, Alessandro Bella e Antonio Fusco - Ma quale futuro si prospetta per noi, quando potrebbero non esserci neanche le borse di studio?».
Fabrizio Trovato