Università e scuola, Palermo dice ′no alla riforma Gelmini′
- Provincia,
- Attualità,
- Redazione
Sono oltre 50 mila, secondo gli organizzatori gli studenti medi e universitari che hanno protestato ieri a Palermo contro la riforma Gelmini. Cortei, sit-in, blocchi e occupazioni in diversi punti della città. Partiti da una ventina di scuole e da diverse piazze e punti nevralgici del capoluogo in cortei spontanei, hanno paralizzando assi viari strategici e centrali, confluendo poi in cattedrale occupata simbolicamente dagli studenti che hanno affisso sulle colonne del duomo uno striscione.
Decine di studenti universitari come normali turisti, hanno pagato il biglietto d′accesso per la visita della Cappella, situata dentro il complesso che ospita anche l′Assemblea Regionale Siciliana. Una volta all′interno, i giovani hanno esposto al primo piano dell′atrio, dove c′è la porta d′ingresso della Cappella, due striscioni con la scritta ′′Non metterete i nostri cervelli in cassa integrazione′′. Quindi hanno distribuito dei volantini con la sigla ′′Fare Università′′, nei quali fra l′altro si legge: ′′Solo investendo sulla formazione dei giovani e sulla ricerca possiamo garantire il futuro di questo Paese′′. Pronto l′intervento del personale della sicurezza di Palazzo dei Normanni, ma non ci sono stati disordini: i giovani hanno tolto gli striscioni e poi, dal momento che avevano il biglietto, sono entrati all′interno e hanno visitato il monumento.
Un troncone della protesta si è poi mosso verso viale Regione siciliana bloccando la trafficatissima arteria che si immette nell′autostrada. Il traffico è stato completamente paralizzato all′altezza di corso Calatafimi. "Blocchiamo tutto, blocchiamo l′autostrada, blocchiamo la riforma", scandiscono i manifestanti. Un altro serpentone si è diretto nel cuore della città, verso i Quattro Canti.
Poi gli studenti sono tornati a bloccare il traffico ieri sera nel centro di Palermo. I giovani hanno ostruito la circolazione stradale in corso Vittorio Emanuele e in via Roma, assi portanti della viabilità cittadina. Già per l′intera mattina gli studenti avevano di fatto paralizzato la circolazione nell′intera città per molte ore.
Intanti nonostante le proteste, il disegno di legge sulla riforma dell′università è passato alla Camera con 307 sì e 252 no. Il testo, adesso, dovrà essere votato dal Senato.
Durante l′approvazione del ddl, il Governo è andato sotto per due volte. E′ infatti passato l′emendamento Granata, relativo all′articolo 19 sugli assegni di ricerca che prevede che la norma non possa portare "oneri aggiuntivi" anziché "nuovi o maggiori oneri".
Il governo è andato sotto una seconda volta quando l′aula ha approvato un emendamento a firma Fli, Ap e Pd che sopprimeva una norma transitoria. (agi)