OPERAZIONE ANTIMAFIA A PARTINICO: I CARABINIERI ARRESTANO 23 PERSONE TRA BOSS E GREGARI

OPERAZIONE THE END
Il 30 novembre, in Partinico, Borgetto e Balestrate, circa 200 Carabinieri del Gruppo di Monreale, a conclusione di una mirata e prolungata attività investigativa condotta dal Nucleo Investigativo, convenzionalmente denominata "THE END" e coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo - Direzione Distrettuale Antimafia (Proc. Agg. Antonio INGROIA e Sost. Proc. Francesco DEL BENE), hanno eseguito 23 ordinanze di custodia cautelare in carcere (associazione di tipo mafioso, estorsioni, incendi, porto e detenzione illegale di armi da fuoco, spaccio di sostanze stupefacenti e altro) nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti appartenere al mandamento mafioso di Partinico, emesse il 25 c.m. dal Tribunale di Palermo - Sezione G.I.P. (dottor Luigi PETRUCCI). L'attività investigativa, durata quasi 2 anni, ha permesso di:
menomare fortemente lo storico mandamento mafioso di Partinico, molto importante sia per la sua collocazione geografica a cavallo delle province di Trapani, Agrigento e Palermo, sia per i complessi fenomeni criminosi che lo caratterizzano;
azzerare la capacità operativa della famiglia dei VITALE alias "fardazza" attraverso l'arresto di VITALE Leonardo e Giovanni, giovani figlio del boss ergastolano Vito VITALE, attualmente reggenti del mandamento mafioso;
scoprire un'imponente attività estorsiva ai danni degli imprenditori edili presenti nel territorio, effettuata attraverso l'imposizione della fornitura del cemento, allo scopo di finanziare le casse dell'organizzazione criminale;
disarticolare sul nascere un traffico di sostanze stupefacenti necessario a avere maggiori guadagni per il pagamento delle spese legali e per l'assistenza alle famiglie dei detenuti.

GENESI DELL'INDAGINE
L'indagine rappresenta la naturale prosecuzione delle operazioni "Terra Bruciata", "Araba Fenice" e "Chartago" (tutte condotte dalle articolazioni del Gruppo di Monreale), le quali susseguendosi dalla fine del 2004, hanno di volta in volta assestato duri colpi al mandamento mafioso di Partinico, decapitandone i vertici. Tuttavia, nonostante la dura e pressante attività di contrasto, il locale sodalizio criminale ha dimostrato di sapersi prontamente rigenerare e riorganizzare, continuando a denotare un notevole e sconcertante radicamento nel tessuto sociale.
Infatti, è stato possibile documentare il rinnovato insediamento al potere dei "fardazza", storicamente rappresentati dai noti germani VITALE Leonardo, Vito e Michele, attraverso VITALE Leonardo detto Narduzzo, figlio di Vito, il quale, nonostante la giovanissima età è riuscito gradualmente a scalare le gerarchie del sodalizio criminale fino a prendere il posto di SALTO Nicolò, vittima di un tentativo omicidiario in data 18.10.2008, assumendo la reggenza del mandamento mafioso a soli 22 anni sotto l'egida del boss RACCUGLIA Domenico, all'epoca ancora latitante, diventando così uno dei più giovani reggenti della storia della mafia.

BREVE EXCURSUS STORICO DEL MANDAMENTO DI PARTINICO
Tuttavia il mandamento mafioso di Partinico è risultato una polveriera pronta ad esplodere in ogni momento e lo stesso RACCUGLIA non ne è rimasto indenne.
Infatti, a partire dalla fine del 2005, a cadere sotto i colpi di killer spregiudicati è il boss LO IACONO Maurizio, reggente della famiglia mafiosa di Partinico e stretto alleato di RACCUGLIA; già le investigazioni dell'indagine Chartago avevano svelato un piano sovversivo all'interno del sodalizio mafioso ad opera di un gruppo capeggiato da NANIA Francesco e GIAMBRONE Giuseppe, volto a destabilizzare la leadership di RACCUGLIA e assumere il controllo del clan attraverso l'eliminazione mirata dei suoi coadiutori più rappresentativi. La strategia di destabilizzazione attuata da NANIA Francesco e GIAMBRONE Giuseppe, entrambi rifugiatisi negli U.S.A. per sottrarsi ai relativi mandati di cattura, si concretizzava nei primi del 2006, allorché si imponevano alla guida del mandamento attraverso i loro alfieri presenti sul territorio, in particolare NANIA Antonino (padre di Francesco), GIAMBRONE Antonino (nipote di GIAMBRONE Giuseppe) e LO BAIDO Giuseppe, inducendo RACCUGLIA Domenico a ripiegare.
L'allora latitante di Altofonte allo scopo di riconquistare il suo ruolo e necessitando di forti alleanze in loco, optò di riallacciare nuovamente i rapporti con i VITALE, cercando ed ottenendo l'appoggio al suo piano sedizioso del giovane VITALE Leonardo, il quale, forte del suo nome e del suo carisma, già si era messo in mostra contrapponendosi autonomamente al gruppo NANIA-GIAMBRONE.
Nel periodo giugno-luglio 2006, i boss RACCUGLIA Domenico, CORRAO Salvatore, SALTO Nicolò e RAPPA Francesco, il primo latitante e gli altri detenuti, attraverso una serie di contatti tra il carcere e l'esterno, definivano la controffensiva parlando dell'eliminazione di GIAMBRONE Giuseppe, del nipote GIAMBRONE Antonino e di LO BAIDO Giuseppe.
Nella primavera del 2007, le investigazioni documentarono a Borgetto le prime scintille tra i due gruppi contrapposti, con l'attentato incendiario all'auto di D'ARRIGO Andrea, abituale accompagnatore di SALTO dal giorno della sua scarcerazione, inteso quale messaggio trasversale nei confronti di quest'ultimo per il suo attivismo sul territorio non passato inosservato da NANIA Antonino e GIAMBRONE Giuseppe, quest'ultimo nel frattempo rientrato a Borgetto, per prendere le redini della locale famiglia mafiosa fino ad allora retta dal nipote in sua rappresentanza, in quanto decaduto il mandato di cattura nei suoi confronti e contestualmente espulso dagli U.S.A per clandestinità.
Da lì in poi, di conseguenza, si registrò una feroce escalation di violenza con gli omicidi di LO BAIDO Giuseppe (13.07.2007) e GIAMBRONE Antonino (27.10.2007), i quali, uniti agli arresti eccellenti di NANIA Francesco negli U.S.A. nei primi del 2007, di NANIA Antonino nel maggio 2007, di GIAMBRONE Giuseppe il 25.10.2007 e soprattutto degli arresti di LO PICCOLO Salvatore e del figlio Sandro a Giardinello il 05.11.2007, sancirono nuovamente la leadership di RACCUGLIA Domenico sul mandamento di Partinico attraverso la reggenza del sodalizio da parte di SALTO Nicolò.
Pertanto, dopo l'annientamento del gruppo antagonista e assunto il controllo incondizionato del clan, RACCUGLIA e SALTO si trovavano ad affrontare nelle proprie fila una nuova ed incalzante problematica: l'indomabilità di VITALE Leonardo, ossia la sua riluttanza a riconoscere ed accettare la figura di SALTO Nicolò, interposta tra lui e RACCUGLIA. Le indagini proseguite dal Nucleo Investigativo, nel corso del 2008, rivelavano in diverse circostanze le crescenti tensioni tra SALTO e VITALE e l'empasse di RACCUGLIA nel non riuscire a dirimere bonariamente la controversia, fino al tentato omicidio del SALTO avvenuto in data 18.10.2008.

RIASSUNZIONE DELLA LEADERSHIP DA PARTE DEI FARDAZZA
Le attuali indagini traevano spunto proprio da questo episodio delittuoso e si concentravano dapprima su VITALE Leonardo per poi estendersi ai suoi fiancheggiatori più vicini, dimostrando:
il suo ruolo di leader sotto l'egida di RACCUGLIA, nonchè l'elevata caratura criminale e il forte ascendente esercitato sul territorio;
la decisione di RACCUGLIA di affiancargli, vista la giovane età, DI GIUSEPPE Francesco Paolo, tornato in libertà il 29.09.2009;
la piena assunzione del controllo del mandamento dopo l'arresto di RACCUGLIA Domenico in data 15.11.2009.
In sostanza, l'odierna operazione ha consentito di documentare le dinamiche criminali sottese al ripristino dell'equilibrio mafioso a Partinico attraverso la riassunzione della leadership diretta da parte dei Fardazza.

Infatti, negli ultimi anni, tale equilibrio si era incrinato a seguito delle incessanti operazioni dei Carabinieri e di alcune inopinate vicissitudini dei Fardazza (pentimento di Giusy Vitale…) ma, soprattutto, l'assenza su un territorio molto difficile e anarchico come quello di Partinico di soggetti adulti dei Fardazza, aveva trasformato l'area in un terreno di scontro tra l'avanzata dei LO PICCOLO che strumentalmente si avvalevano delle mire egemoniche dei NANIA-GIAMBRONE e il frenaggio imposto dall'allora latitante RACCUGLIA attorno al quale si raccoglievano i sodali ai Fardazza. Di conseguenza, il raggiungimento della maggiore età da parte di Leonardo VITALE rappresentava un momento molto importante per la gestione del potere mafioso nell'area tanto è vero che Narduzzo, non appena superata la maggiore età, veniva collocato anche grazie al placet di RACCUGLIA sul trono del Mandamento.

La reggenza durava ben poco atteso che i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Monreale, nel febbraio del 2010, lo traevano in arresto assieme ad altre persone tra cui il fratello Michele, allora minorenne, per rapina a mano armata ai danni di un imprenditore agricolo.
Tuttavia, la scarcerazione di Giovanni, avvenuta per fine pena per 416 bis, nel Marzo del 2010, ha continuato, almeno fino alla data odierna, a assicurare ai Fardazza il controllo del Mandamento.

REATI CONTESTATI

Estorsioni
In particolare, i fratelli VITALE Leonardo prima e Giovanni poi, susseguitisi nella reggenza del mandamento mafioso di Partinico, per tutta la durata dell'indagine hanno controllato capillarmente tutti gli affari illeciti presenti sul territorio e, in particolare, quello delle estorsioni nei confronti degli imprenditori edili attraverso l'imposizione della fornitura del cemento a favore di un'impresa compiacente: la "Edil Village srl" di ARCABASCIO Alessandro e BOMMARITO Alfonso.
Nel corso dell'indagine, infatti, sono state accertate numerose estorsioni effettuate soprattutto nei confronti degli imprenditori edili di Partinico e Balestrate, concretizzatesi o con la classica richiesta di somme di denaro, ma, soprattutto, con il metodo dell'imposizione della fornitura di cemento. E' stato accertato, pertanto, che gli imprenditori venivano costretti in vario modo a rifornirsi del cemento e del materiale edile di cui necessitavano da imprenditori vicini alla famiglia mafiosa. Una parte delle somme di denaro ottenute dal prezzo del cemento, che veniva ad arte maggiorato, confluivano in parte nelle casse della locale famiglia mafiosa che materialmente si occupava di effettuare l'estorsione e in parte nelle casse della famiglia reggente del mandamento e cioè in quella dei VITALE alias "fardazza".
La pena per coloro i quali si mostravano reticenti a subire una tale vessazione (al riguardo sono state riscontrate otto estorsioni ad altrettanti imprenditori) era quella del danneggiamento attraverso gli attentati incendiari delle autovetture private e dei mezzi inerenti l'impresa. In tale quadro si citano solo:
le estorsioni effettuate nei mesi di maggio e luglio 2009 ai danni dell'imprenditore CASSARA' Damiano, gestore del distributore IP di Largo Modica di Partinico.

Droga
Tuttavia, i ricavi illeciti derivanti dall'attività estorsiva non bastavano e, per rimpinguare le casse dell'organizzazione criminale e, in modo particolare, per far fronte alle esigenze dei detenuti e delle loro famiglie, ci si inseriva nel settore delle sostanze stupefacenti.

Infatti, solo nell'ultimo anno, nell'area compresa tra Monreale e Partinico, i militari del Gruppo di Monreale hanno sequestrato oltre 50 kg. di sostanze stupefacenti tra cocaina, hashish e marijuana arrestando 35 persone.

Per quanto riguarda i Fardazza, i cui principali proventi sono connessi con l'attività estorsiva, il settore dello stupefacente veniva affidato a SALVAGGIO Daniele nei cui confronti sono state documentate diverse cessioni di cocaina.

RECRUDESCENZA DEI DANNEGGIAMENTI NELL'ULTIMO PERIODO E CAMBIO NELL'ASSETTO DEL MANDAMENTO
Tuttavia, come sopra detto, nonostante l'arresto di VITALE Leonardo, la leadership dei fardazza non trovava soluzione di continuità per via della scarcerazione avvenuta poco dopo, il 09.03.2010, di VITALE Giovanni, fratello maggiore di Leonardo, il quale immediatamente assumeva le redini e il controllo delle attività illecite, imponendo a sua volta nuove imprese a lui legate da cointeressenze economiche.
In sostanza, pur non trattandosi di divergenze strategiche tra i due fratelli, di fatto, la maggiore esperienza di Giovanni lo portava a ripristinare la situazione pregressa cambiando alcune decisioni prese dal fratello Leonardo.
Il nuovo vincente assetto imprenditoriale imposto dal vertice del mandamento mafioso comportava un assestamento che causava una nuova scia di danneggiamenti e minacce che trovavano maggiore recrudescenza all'inizio del mese in corso.

Ciò allarmava molto l'opinione pubblica che, anche grazie a una forte campagna mediatica, inscenava delle forme di protesta come la "Fiaccolata per la Legalità" che si è tenuta a Partinico lo scorso 16 Novembre per esprimere solidarietà alle vittime dei recenti atti intimidatori, trasmissioni televisive e convegni tra i quali, lo scorso 25 novembre quello organizzato dall'Associazione Costruttori Edili ed Affini di Palermo e Provincia (ANCE Palermo).

In allegato le foto ingrandite