Cai Cefalù - Visita del Bosco Tassita di Monte Pomieri e presentazione del Tasso
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Cari Consoci
Come sicuramente saprete, l'Assemblea delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2010 Anno internazionale della biodiversità: la diversità della vita in tutte le sue forme (ecosistemi, specie, geni). Anche la nostra Sezione, al fine di contribuire nel suo piccolo a questa importantissima manifestazione di sensibilizzazione, a conclusione dell'anno sociale propone una escursione per la visita del "Bosco Tassita" o "Tassita" di Monte Pomieri nel cuore del Parco dei Nebrodi.
Il "Bosco Tassita" è una faggeta termofila, presente cioè alle quote inferiori della fascia montana. E' contraddistinta dalla presenza, accanto al faggio (Fagus sylvatica), del tasso (Taxus baccata) e dell' agrifoglio (Ilex aquifolium), nello strato arboreo inferiore o, più frequentemente, in quello arbustivo. Faggio, tasso e agrifoglio spesso convivono, a volte è presente solo una delle due specie e, dal punto di vista squisitamente numerico, l'agrifoglio è leggermente meno raro del tasso. Quest'ultime sono entrambi specie protette e rappresentano due importanti esempi dei cosiddetti "relitti terziari", cioè specie molto diffuse nel periodo terziario (65 - 1,8 milioni di anni fa), quando il clima era più temperato ed umido, e che hanno contratto notevolmente la loro distribuzione naturale in seguito alle glaciazioni del quaternario. Questa area del Parco dei Nebrodi rappresenta quindi una zona rifugio per queste specie forestali dell'antica flora terziaria.
Il tasso, Taxus baccata è un albero dell′ordine delle conifere, dioico, sempre verde e a crescita molto lenta, che vegeta spontaneamente in particolari boschi in cenosi con faggi, agrifogli e aceri. Il tasso è una tra le piante più tossiche presenti sul territorio italiano.
Questa pianta infatti immagazzina il suo eccesso di azoto in alcaloidi molto velenosi: tutte le parti dell′albero sono velenose, se si eccettua l′arillo rosso attorno al seme. Alcuni animali selvatici si nutrono volentieri di parti del Tasso, soprattutto i cervi, che traggono una specie di effetto stimolante dagli alcaloidi. Gli animali domestici e gli uomini, però, ne muoiono. Sfortunatamente i cavalli gradiscono i rami fioriti del tasso, con risultati mortali. Le foglie lineari sono la parte più velenosa dell′albero. Gli alcaloidi del tasso producono palpitazioni e difficoltà respiratorie, e in poche ore portano alla paralisi, al coma e all′arresto cardiaco. Provocano anche spasmi allo stomaco, cosa che lo fece diventare un metodo abortivo nel tardo Medioevo, metodo che spesso portava alla morte anche la madre.
In Sicilia, per questa ragione, queste piante nel corso dei secoli sono state abbattute in maniera selvaggia, correndo il rischio d'estinzione.
Viene anche coltivato come pianta ornamentale nelle ville e nei giardini, ed è molto usato come siepe o pianta isolata potata secondo i criteri dell′ ars topiaria.
In allegato il programma dell′escursione.
Giuseppe Oliveri