Lettera di M. Borsellino a Stefano Blasco nuovo Comandante dei vigili urbani
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Il Comandante Stefano Blasco, della cui amicizia mi onoro, lascia la Polizia Municipale di Cefalù per assumere l´incarico prestigioso di Comandante/Dirigente dei vigili urbani di tutto l´arcipelago eoliano.
La notizia, sebbene da me conosciuta da tempo, è divenuta ufficiale in seguito alla bellissima lettera di commiato pubblicata su alcuni siti d´informazione cefaludese dello stesso dott. Blasco, che da subito ringrazio per le parole estremamente affettuose che nella stessa mi ha voluto dedicare.
Ho conosciuto Stefano Blasco ai tempi del liceo, quindi per diversi anni ci siamo persi per poi ritrovarci insieme a partecipare alle preselezioni di un concorso pubblico. Da allora, seppure saltuariamente, ci aggiornavamo sui nostri percorsi professionali fino a quando, nell´aprile dello scorso anno, le nostre strade si sono incrociate.
Non faccio mistero del fatto che quando giunsi qui a Cefalù per assumere la direzione del locale Commissariato conoscevo solo lui, "il" Comandante dei vigili urbani, che tuttavia per me era (e rimarrà sempre) soltanto l´amico e concittadino Stefano. La circostanza che due palermitani come noi, per giunta accomunati dagli stessi valori, si trovassero come per incanto a lavorare nella stessa città, attenuò subito i disagi inevitabili cui andavo incontro per la lontananza da casa e dai miei affetti.
Mi sembra davvero superfluo in questa sede evidenziare l´importanza, il ruolo, l´esempio che per me ha rappresentato Stefano Blasco qui a Cefalù.
E´ bene tuttavia che si sappia che chi scrive poco o nulla sarebbe riuscito a fare nella sua qualità di Dirigente del locale Commissariato senza il prezioso e brillante contributo, direi anche senza gli stessi consigli o suggerimenti, del dott. Blasco.
Con lui accanto tutto è risultato più facile, dai rapporti con le istituzioni cittadine alle problematiche di ordine pubblico, dalle operazioni di polizia giudiziaria (molte delle quali condivise e realizzate insieme) alle emergenze sociali che spesso nel nostro lavoro ci troviamo a fronteggiare impropriamente per una non sempre attenta azione dei nostri rappresentanti politico/istituzionali.
Non nego che mi lascerà un grande vuoto, "ci" lascerà un grande vuoto, e non mi riferisco soltanto al personale del Commissariato, con buona parte del quale egli intratteneva ottimi rapporti ben prima che io arrivassi, ma alla comunità tutta che, sono sicuro, avvertirà questo vuoto strada facendo e oltre l´immaginabile.
Mi mancherà poi un validissimo interlocutore con cui, nelle nostre ricorrenti "pause pranzo", mi intrattenevo più che piacevolmente a commentare i fatti del giorno, molti dei quali tratti dalla lettura dei quotidiani cui, per il carico di lavoro, quasi sempre non potevamo dedicarci nelle ore d´ufficio.
Da quando dirigo il Commissariato di Cefalù mi è già capitato molte volte di "salutare" colleghi valorosi che vuoi per raggiungimento dei limiti d´età, vuoi per esigenze familiari, sono andati via o comunque hanno lasciato l´ufficio di appartenenza, ma questa volta è diverso: lascia Cefalù con tutte le criticità che lui ha ben evidenziato nella sua lettera di saluto una gran persona perbene, come gli ho anche scritto privatamente un uomo tutto di un pezzo, che "si è fatto da solo" e per ciò stesso nel suo lavoro, come del resto nella vita, è libero di decidere e può camminare a testa alta.
Con questa lettera, che lui voleva semplice "epitaffio", lo saluto affettuosamente augurandogli, come ho già tante volte fatto privatamente, di continuare a svolgere il suo lavoro con la trasparenza, l´onestà e la rettitudine morale che gli sono propri.
Manfredi Borsellino