Emozioni a tavola al Salone del Gusto
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Pubblichiamo l'articolo della dipendente del Parco delle Madonie Sig.ra Santina La Spada che insieme al Sindaco di Castelbuono Mario Cicero, componente del Comitato Esecutivo del Parco delle Madonie e Vice Presidente di Città del Bio hanno partecipato all'ottava edizione del Salone del Gusto a Torino organizzato da Slow Food Terra Madre.
Emozione è un termine che porta in se l'insita capacità di raccogliere e captare sensazioni che toccano l'animo umano. Spesso il cibo che mangiamo le racchiude in sé e le esprime compiutamente a tavola.
Anche quest'anno, all'ottava edizione del Salone del Gusto a Torino, l'Ente Parco delle Madonie ha promosso il territorio in tutte le sue valenze storiche,naturali,architettoniche e paesaggistiche, unitamente ai prodotti di eccellenza locale.
Il Turismo a tavola è considerato una delle maggiori attrattive anche Al Salone del Gusto, dove il cibo, superate le barriere speculative dei canoni stereotipati, quelli non veri e rispondenti al gusto del palato, si erge fino a divenire Ergo Sum!
Al centro del Parco, l'uomo, il contadino, il pastore, che biblicamente fu posto nel Giardino dell'Eden, affinchè lo custodisse e lo coltivasse. Uomo, natura, prodotti, cucina costituiscono una simbiosi naturale, un nuovo comandamento da rispettare ispirato ai principi della migliore qualità di vita.
Dunque, una metamorfosi del concetto di Parco, che consente di poter soddisfare quella logica alimentare del buon gustare e mangiare, soprattutto nelle località naturali protette.
Ecco perché l'E.P.M. , da anni attua una politica di sviluppo e di sostegno alle colture (produzioni) locali, consapevole delle proprie ricchezze enogastronomiche, contribuendo alla tutela delle specie autoctone e alla rinascita delle comunità rurali.
Assieme all'Associazione Città del Bio, concorre a diffondere sul sito web, le antiche ricette regionali, quelli della montagna, anche attraverso filmati che riprendono i cuochi nei loro locali mentre preparano un piatti tipico.
Tutela della biodiversità, salvaguardia degli ecosistemi locali, degli ecotipi, l'integro e passionale connubio tra uomo e ambiente, nel Parco delle Madonie, trovano fedelmente risposta in tutte le produzioni alimentari, che si legano al territorio, caratterizzando le comunità locali come produttori di un cibo sano e genuino. Oggi tra l'altro, l'attuazione dei tre presidi slow Food (manna, fagiolo badda, provola delle Madonie) nel Parco, esprimono un'unitarietà di intenti che non è solo un'identità collettiva, ma nazionale. Ricchezze già presenti sul territorio agli albori del Medioevo, al tempo in cui la manna, le cui proprietà salutari e dai molteplici effetti erano già noti, veniva indicata come lacrima di frassino o nettare bianco.
Il Parco delle Madonie, è anche l'espressione di come il mangiar bene possa sciogliere quell'amnesia dei sensi, già da tempo atrofizzati dal globalismo industriale.
Parafrasando il detto che, "l'occhio vuole la sua parte", anche il gusto non è da meno!
Se dunque la roccaforte dei prodotti è la qualità organolettica e la sensorialità umana la percepisce, il prodotto ne è il risultato finale d'eccellenza.
L'Ente Parco delle Madonie, promuove il Paniere Natura, consentendo di offrire al visitatore, non solo la possibilità di degustare i prodotti tipici locali, ma di unire alle preziosità culinarie, gli aspetti inconfondibili di un paesaggio e di un ambiente naturale, ricco di particolari endemismi, dove all'interno di questo percorso, è possibile scoprire le arti, le tradizioni, la storia secolare del popolo madonita, devoto al proprio territorio.
Nel corso della manifestazione Slow Food 2010, si è svolta anche la quarta edizione dell'incontro mondiale della rete di Terra Madre, realizzato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Cooperazione Italiana allo Sviluppo - Ministero Affari Esteri, Regione Piemonte, Città di Torino e Slow Food.
Presenti le Comunità provenienti da ogni parte del mondo, impegnati nel sostenere e diffondere una cultura del cibo rispettosa dell'ambiente nelle sue varie forme e legato alle tipicità territoriali.
Al centro dell'incontro, non solo la mondialità del cibo, ma la centralità del mondo, fonte cosmopolita di tutti i rapporti solidali tra gli uomini appartenenti ad etnie diverse, il recupero e la salvaguardia nel rispetto reciproco di ogni uomo, della lingua parlata, della memoria dei propri avi, della sacralità dei diritti umani e del rispetto di donne e bambini.
Alla cerimonia d'inaugurazione è stata presente l'Associazione Città del Bio, che ha sottoscritto un protocollo di intesa con la fondazione Terra Madre, condividendone la filosofia ed i progetti. Al dibattito convegnistico, ha partecipato il Sindaco di Castelbuono Mario Cicero, in rappresentanza anche dell'Ente Parco delle Madonie che, nel ribadire concettualmente il principio fondamentale della fratellanza tra i popoli e gli uomini nella loro diversità, ha testimoniato come l'opportunità dell'inserimento nel mondo del lavoro, di persone con handicap psichici, l'utilizzo innovativo ma combinato di "asini" per la raccolta differenziata, progetti di onoterapia, abbia permesso in primis, nella sua stessa comunità locale, di sostenere le fasce più deboli favorendo al tempo stesso l'integrazione alla vita comunitaria. E' stato ribadito, di come la l'esperienza abbia rappresentato e rappresenti la sfida vincente della sua stessa amministrazione, che da sempre è impegnata a garantire la dignità sociale e morale di ogni individuo. L'integrazione, ha continuato il Sindaco, non può che essere la chiave della solidarietà umana, a cui tutti indifferentemente dovremmo puntare e fare riferimento nella nostro vivere quotidiano, per dare una mano a chi si trova ad essere emarginato nella società, dai propri simili.
L'indifferenza verso i popoli "minori", è un problema atavico, è il male oscuro che tende a cancellare la storia di grandi popoli, ridotti in miseria e schiavitù da colonizzatori senza scrupoli, che usurpano e distruggono in molti luoghi, le risorse naturali.
Per questo, ha ribadito il Sindaco, occorre garantire alle generazioni future, un rapporto solidale con le loro terre d'origine, è compito di ognuno di noi proteggere e salvaguardare, oggi più che mai, tutte le popolazioni custodi di saperi e sapori antichi.
Santina La Spada