WORKSHOP ′I BENI CULTURALI DI SAN DOMENICO QUALE PROSPETTIVA PER IL FUTURO′

E' andato a buon fine l'incontro che questa mattina a Palermo ha visto da una parte padre Giuseppe Sabato, priore della chiesa di San Domenico che necessita di lavori urgenti per mantenerla aperta al culto, e dall'altro Lina Bellanca, del Servizio Beni Culturali e Urbanistici della Soprintendenza. L'occasione è stata data dal workshop "I Beni Culturali di San Domenico: quale prospettiva per il futuro" organizzato dalla VM Agency srl e che si è tenuto questa mattina nella Sala Santa Barbara della Domus Dominicana, convento dei Frati Domenicani. Dopo aver verificato di persona le conseguenze delle infiltrazioni d'acqua in chiesa e in altre zone del complesso - come nell'edificio che ospita il settecentesco calendario liturgico affrescato su una parete minacciata da vicino dall'umidità - l'architetto Bellanca si è impegnata a partecipare al sopralluogo sui tetti fissato per i prossimi giorni. Di persona, insieme al priore e alla squadra che l'affiancherà, salirà sulle sommità accessibili della chiesa per verificare i punti e le entità delle infiltrazioni che stanno causando ingenti danni alla struttura del pantheon dei siciliani. "Il sopralluogo sarà ovviamente necessario per capire quale tipo di intervento riuscire a poter fare - ha detto al termine della visita - perché fondi e personale hanno subìto tagli che ci obbligano poi a delle scelte. Ci muoviamo in mezzo a grandi difficoltà". Per quanto riguarda gli architetti e i tecnici da impiegare la soluzione sembra a portata di mano: "Stiamo creando un gruppo di lavoro sfruttando risorse interne come i catalogatori ed altre figure professionali che sono state sotto utilizzate in passato". Il capitolo economico è quello dolente, anche se c'è l'impegno a poter trovare dei fondi per gli interventi più immediati.

"Ci fa piacere potere avere adesso un interlocutore - ha aggiunto il priore Giuseppe Sabato - che si è mostrato sensibile al problema. E' una situazione che va avanti ormai da cinque anni ed è andata a peggiorare col trascorrere del tempo".

Quando piove cade acqua nei pressi dell'altare - proprio sul leggio - e sull'organo, entrambi coperti con teli di plastica per precauzione. Grandi pozzanghere si creano anche nella parte iniziale e finale della navata di sinistra, mentre in quella di destra è caduto un lampadario per la ruggine che ha compromesso il supporto metallico che lo sosteneva. Senza dimenticare le grandi lastre di vetro venute giù - per fortuna di notte - e il pavimento che non viene risparmiato in più punti. "Ci stiamo muovendo come imprenditori per il recupero di questo bene di Palermo e della Sicilia, senza alcuno scopo di guadagno - ha spiegato Vincenzo Montanelli della VM Agency srl. Abbiamo organizzato qui in passato visite guidate, concerti e mostre ma ormai ci viene inibito dalle condizioni sempre peggiori che non danno alcuna garanzia sul piano della sicurezza".

Per questo motivo sono stati annullati tutti gli appuntamenti culturali per questo inverno e si è deciso di non accettare più prenotazioni di matrimoni per l'anno 2012 ma anche di non abbandonare l'impegno volto a recuperare e far conoscere la Domus Dominicana. Dal confronto tra gli intervenuti al workshop - i docenti Sergio Pausig e Vittorio Ugo Vicari, Maurizio Randazzo (coordinatore catalogazione della Biblioteca Regionale dei Domenicani di Palermo) e gli architetti progettisti Filippo Amara, Sergio Catalano e Sabina Branciamore - è nata l'idea di riunire in più occasioni studenti e non per far conoscere il progetto che consentirà una maggiore apertura al pubblico degli straordinari tesori custoditi, compresa la biblioteca regionale che conta oltre 50 mila volumi, attraverso conferenze ma soprattutto visite guidate e mostre tematiche anche sulla storia dei Padri Domenicani. Primo appuntamento introduttivo previsto per metà novembre.