"Mi dimetto". Annuncio a sorpresa di Aliquò durante l'inaugurazione della Settimana della Biodiversità

Giunge a chiusura dell'incontro inaugurale della "Settimana della Biodiversità" il sorprendente annuncio del commissario straordinario dell'Ente Parco delle Madonie, Angelo Aliquò, che pubblicamente ha annunciato la propria irrevocabile volontà di rassegnare le dimissioni dal ruolo apicale che da più di due anni ricopre all'interno dell'Ente.

Un coupé de teatre che giunge in un momento di straordinaria importanza per il Parco. "La settimana della biodiversità - afferma Aliquò - è una vetrina straordinaria per le Madonie, in cui si può vedere e toccare con mano la significativa svolta di una importante istituzione che ha dismesso i panni di semplice ente ed ha cominciato a fare il Parco concentrandosi esclusivamente sulla tutela e la protezione dell'ambiente. La situazione venutasi a creare mi convince che non serve un Ente Parco preposto soltanto ad una ordinaria gestione di vincoli e autorizzazioni, ma un Parco, una area geografica di riconosciuto valore ambientale e culturale dove vengono tutelate e migliorate le condizioni perché si possa fare sviluppo economico nel rispetto dell'ambiente. Ha ragione il presidente Lombardo quando vuole mettere in crisi un sistema aggrovigliato su se stesso.

Dopo il taglio effettuato nell'ultima finanziaria dall'Ars ai fondi per Parchi e Riserve abbiamo dovuto fare i conti con un silenzio assordante, rotto soltanto dalle legittime proteste degli impiegati che rischiano di rimanere senza stipendio a causa di una battaglia che voleva essere condotta contro la volontà riformatrice del presidente della Regione, ma che si ripercuote pesantemente sul sistema delle aree protette e sulle spalle di chi le abita. Forse, e me lo auguro, si riuscirà a pagare gli stipendi del personale, ma così ci rendiamo tutti conto che abbiamo trasformato i parchi in uno stipendificio. Non vorrei trovarmi nei panni dei tanti validissimi impiegati e funzionari del Parco che, nonostante le competenze ampiamente dimostrate, rischiano ora di trovarsi con le mani legate da un sistema improduttivo per il territorio. Diamo loro delle motivazioni! L'Ars abbia il coraggio di riformare il sistema delle aree protette e parli di tutela e protezione piuttosto che di sottogoverni. C'è infatti un sistema baroccheggiante imbrigliato da autorizzazioni incrociate fra Enti che si occupano di tutela e protezione del paesaggio e dell'ambiente senza linee di confine certe, con la desolante conseguenza che anche le più banali attività ordinarie si perdono nei meandri di una inutile burocrazia.

In un momento in cui il Parco sta raccogliendo i frutti di un faticoso ma avvincente lavoro, questo gesto assume maggiore significato, perché, in fin dei conti, oggi sulle Madonie, grazie alla passione dei tanti ragazzi coinvolti nei progetti NOC, abbiamo dimostrato che fare Parco si può, anche in un momento come questo, in cui l'Assemblea Regionale ha determinato il collasso di un sistema, quello della tutela delle aree protette, che va ripensato e rifondato.