Fiat: i sindacati siciliani si spaccano su Termini Imerese

Salta l′unità sindacale tra Fim, Fiom e Uilm sulla vertenza dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, il sito produttivo siciliano che il Lingotto ha annunciato di voler dismettere al 31 dicembre 2011.
E′ la Uilm a ′denunciare′ l′impossibilità che la vertenza prosegua unitariamente: "sulla vertenza e sull′indotto collegato non esistono più le compatibilità d′azione con la Fiom. Predilige la cura della propria immagine, anziché le sorti del sito produttivo", spiega in una nota Vincenzo Comella, segretario provinciale della Uilm di Palermo.
Tra le accuse che le tute blu della Uil rivolgono ai ′cugini′ della Cgil sopratutto quella di aver impiegato "in modo scorretto" le assemblee unitarie organizzate per informare sull′andamento della vertenza con Fiat per apprfondire "il merito della manifestazione nazionale del 16 ottobre indetta dalla Fiom nazionale ed anche i contenuti dell′iniziativa da svolgersi davanti Palazzo D′Orleans per il 20 ottobre 2010, o per il primo giorno di fermata dello stabilimento dovuto alla Cassa integrazione ordinaria".
Un′azione questa, che la Uilm giudica "malevola e scorretta dal punto di vista sostanziale e procedurale, perchè le iniziative sindacali quando lo si è deciso prima vanno condivise fino in fondo", dice ribadendo come sia ormai "chiaro che l′obiettivo della Fiom non è più lo stabilimento Fiat di Termini Imerese ma l′immagine della loro organizzazione e degli uomini che la guidano".


Fonte: ansa