PALERMO: SCOPERTA CASA D'APPUNTAMENTO, DUE SORELLE DENUNCIATE PER SFRUTTAMENTO DELLA PROSTITUZIONE

I militari del Nucleo Radiomobile del Comando Provinciale di Palermo hanno scoperto, nei pressi del tribunale, una casa di appuntamenti inserita all'interno di un elegante palazzina denunciando così le due proprietarie, due sorelle dominicane, per il reato di sfruttamento della prostituzione.
A seguito di alcune segnalazioni giunte da abitanti della zona, stanchi evidentemente del frequente via-vai di clienti e prostitute, i militari del Radiomobile hanno fatto irruzione nell'appartamento di via A. Veneziano, all'interno del quale, effettivamente, hanno accertato la presenza di una donna intenta a svolgere la sua attività di meretricio assieme ad un cliente. I militari, nella circostanza, hanno sorpreso una cittadina 42enne dominicana M. G. N. A., che si intratteneva con un uomo, originario di Caccamo.
I Carabinieri hanno così rinvenuto e sequestrato numerose confezioni di profilattici e prodotti per l'igiene intima, nonché diversi capi intimi da donna e copia degli annunci pubblicati su diversi quotidiani locali.
Gli immediati accertamenti hanno inoltre consentito di verificare come l'appartamento, composto da tre camere da letto, sala di attesa e bagni, fosse di proprietà di due sorelle originarie della Repubblica Domenicana, la 28enne e. G. S. G. E la 31enne G. G. S. G., entrambe denunciate in stato di irreperibilità per il reato di sfruttamento della prostituzione.
L'abitazione è stata sottoposta a sequestro. Sempre più diffusi i servizi mirati al controllo della prostituzione organizzati dal Comando Provinciale di Palermo, diretto dal Colonnello Teo LUZI, tesi a ridurre tale fenomeno ma soprattutto lo sfruttamento di coloro che ne rimangono implicati. Spesso infatti a prostituirsi sono persone provenienti dal continente africano, dall'Europa dell'Est o dal Sud America, costrette a "vendere" il proprio corpo sotto la minaccia di morte per loro o per i proprio cari.
I Carabinieri chiedono a queste giovani vittime di avere fiducia nelle Istituzioni ed affidarsi alle Forze dell'Ordine che sapranno indirizzarle in centri di recupero, ed invitano tutta la cittadinanza a segnalare ogni loro sospetto anche mediante telefonata anonima al 112.